Gioia incontenibile

di Giuseppe Moesch*

Su un campo assai largo che dirvi non so / un dì Elly Schlein con Conte passò

Parafrasando una nota canzone del 1952, stiamo assistendo alle stesse manifestazioni di gaudio che pervase le masse in quell’anno per i successi di Nilla Pizzi, che vendette all’epoca 75.000 copie del disco.

Il trionfale successo della coalizione che in Campania con oltre il 61,20% dei votanti, rispetto al totale dei chiamati pari a 4.975.253, ha visto recarsi alle urne solo 2.193.840 di elettori pari al 44,10% del totale; non dissimile la situazione nelle altre regioni, la Puglia vittoria della coalizione con il 63,97 sul dato dei votanti pari al 41,83% e la vittoria della coalizione di destra in Veneto con 64,39 rispetto al 44,65% dei cittadini andati al voto.

Simili valori di partecipazione e analoga condizione di disaffezione dei cittadini.
L’entusiasmo per le incredibili vittorie non può che essere il conato terminale di un organismo morente, l’ultimo rantolo di un sistema che non è più in grado di esprimere politici affidabili, e i cui programmi non sono neanche presi in considerazione.

Partiti e candidati sostenuti da tifosi di squadre obsolete, che propongono schemi triti, antichi slogan, vessilli laceri e gloriosi, che tuttavia non hanno alcun riferimento con quanto oggi accade.
La domanda che si pone allora è:

“Se più del 50 % degli elettori non va a votare siamo ancora in una democrazia rappresentativa?”

Con quale prospettive ed obblighi etici e morali gli eletti potranno vorranno, sapranno governare chi non li ha scelti, perché ha ritenuto inutile perdere il tempo per avallare scelte avvenute nelle segreterie dei partiti senza alcun riferimento al territorio. Non basta essere nato in una certa area per essere interprete dei bisogni di quell’area.

Non basta allettare con logica laurina gli elettori, promettendo l’elargizione di un reddito di cittadinanza o di una sanatoria, di una riduzione nominale del prelievo fiscale o proponendo l’esproprio di parte dei profitti di banche o assicurazioni o di possessori di cospicui patrimoni.
Tempo fa il Vaticano decise di mettere I mutandoni alle statue indecenti che offendevano la morale; oggi i partiti esultano per i risibili risultati conseguiti.

La sensazione è che oggi si sia presa la decisione di coprire le brutture ed i vuoti con delle foglie, spesso di Fico.

Giuseppe Moesch Giuseppe Moesch

Giuseppe Moesch

Napoletano, già professore ordinario di Economia Applicata, prestato alla politica ed alle istituzioni nazionali ed internazionali, per le quali ha svolto incarichi e missioni viaggiando in quasi cinquanta Paesi attraversando l’umanità che li popola. Oggi propone le sue riflessioni scrivendo quando non riesce a capire quelle degli altri.

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