Il Castello di Arechi rivive con i suoi ultimi abitanti
di Claudia Izzo-
“Immagina che la stanza finiva qui, l’arco non c’era. In questa piccola stanza c’era l’entrata, il letto dei miei genitori, il mio, l’armadio, la culla, il bibigas e il tavolo con le sedie”. Così mi illustrava quello che un tempo era la sua casa, nei ricordi di un bambino di cinque anni, Pino Memoli, uno degli ultimi abitanti del Castello d’Arechi, che è stato uno dei protagonisti dell’evento dal titolo “Rievocazione storica del castello di Arechi: gli ultimi abitanti del castello fino agli anni ’60.”.
Alla presenza dell’Assessore al Turismo, Alessandro Ferrara, si è svolta “La rievocazione Storica del Castello- Famiglia De Caro Angelo gli ultimi abitanti fino agli anni ’60”, manifestazione patrocinata dalla Provincia di Salerno con l’archeologa Evantonia D’Elia e l’organizzatore, erede dei De Caro, dott. Giovanni Granato. A narrare la storia del castello, l’archeologa Evantonia D’Elia che ha tracciato un excursus sul castello le cui mura calavano lungo i pendii del monte Bonadies cingendo tutta l’antica Salernum fino al mare, rendendo Salerno imprendibile. Il castello fu preso poi durante l’assedio di Roberto il Guiscardo nel 1077, solo per fame, per cui gli occupanti patteggiarono la resa. Ai Normanni si deve la costruzione successiva della torre detta “Bastiglia” a nord del castello.

Durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, fu la famiglia De Caro a rifugiarsi, in veste di coloni, in quel che fu la nobile dimora del Principe Arechi II, rimanendovi fino agli anni ’60. Successivamente il castello fu acquistato dalla Provincia di Salerno dagli ultimi proprietari, la famiglia dei conti Quaranta, Signori di Fossalopara, il 19 dicembre 1960. Il castello dopo grande opera di restauro è oggi sito archeologico di grande fascino.
Più di un centinaio di persone, discendenti della famiglia De Caro, si sono dunque dati appuntamento in questa struttura, testimonianza medievale di grande rilievo, a 280 metri sul livello del mare, che, sul Monte Bonadies, domina la città.
L’organizzatore dell’incontro, dr Giovanni Granato ha poi presentato il suo libro “Bonadies – un amore che sconfisse lenzuola nere” a cui ha fatto seguito la consegna di pergamene e targhe ricordo.

E’ stato altresì presentato all’assessore al turismo del comune, il progetto che vede all’interno del museo un angolo interattivo dove, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, gli ultimi abitanti illustrano ai turisti la storia dell’edificio e della loro presenza.
Infine musica e buffet per brindare tutti insieme al castello, alla vita che fu ed a quella in là da venire sotto la protezione di Arechi II.
Gli ultimi abitanti del Castello di Arechi
Genitori
– Angelo De Caro, nato il 17 ottobre 1985 a Fisciano (SA);
– Anna Landi, nata il 28 marzo 1903 ad Acquamela (SA);
– Figli
– Grazia De Caro, nata gennaio 1926 a Fisciano (SA);
– Luigia De Caro, nata il 20 novembre 1927 a Fisciano (SA);
– Antonio De Caro, nato il 15 aprile 1929 a Fisciano (SA);
– Lucia De Caro, nata il 07 giugno 1931 a Salerno;
– Franco De Caro, nato il 02 giugno 1933 a Salerno;
– Rosa De Caro, nata il 31 agosto 1935 a Salerno;
– Angelo De Caro, nato il 20 novembre 1937 a Salerno;
– Agostino De Caro, nato il 18 febbraio 1940 a Fisciano (SA);
– Vincenzo De Caro, nato il 23 agosto 1945 sul Castello di Arechi (SA);
Nipoti nati sul Castello di Arechi (SA):
– Rosario Scannapieco, figlio di Antonio e De Caro Luigia, nato il 21 gennaio 1951;
– Grazia Scannapieco, figlio di Antonio e De Caro Luigia, nata il 2 gennaio 1954;
– Angelo De Caro, figlio di Antonio e Teresa Marino, nato il 13 novembre 1958;
– Vincenzo Memoli, figlio di Matteo e De Caro Lucia, nato il 22 marzo 1961.
L’assedio di Salerno nella cronaca aragonese del 1498-1503 : Pierpont Morgan Library. Manuscript. M.801. Fol. 125v, Cronaca della Napoli Aragonese: Scene, Siege of Salerno.







