Il Libano, ancora pieno di ordigni, nei piani di Israele

di Claudia Izzo-

La sete di potere non tende ad arrestarsi ed Israele continua ad espandere le sue mire.

Quattro giorni fa l’esercito israeliano ha attaccato le forze di pace dell’UNIFIL,  la Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite, l’United Nations Interim Force in Lebanon. Ad aprire il fuoco i carri armati Merkava, situati vicino ad uno degli avamposti delle IDF, le forze armate israeliane, presenti nel territorio libanese. Ad essere nel mirino i Caschi Blu delle Nazioni Unite, costretti a gettarsi a terra per evitare i proiettili giunti a cinque metri di distanza.

Nessun ferito ma la tensione è stata  alle stelle perchè l’episodio testimonia per l’Unifil, “una grave violazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza” che dal 2006 regola gli equilibri al confine.

All’origine della provocazione israeliana che ha sparato a breve distanza dai caschi Blu, ci sarebbe proprio la  missione di pace dell’Onu tra Israele e Libano, che vede la partecipazione di oltre mille italiani. Dunque, alla richiesta dell’Unifil  all’esercito israeliano di liberare il territorio libanese che era stato illegalmente recintato illegalmente,  l’esercito israeliano ha risposto mitragliando, per poi dire dopo che si è trattato di “un errore”.

Pezzo a pezzo Israele mira ad impossessarsi dei territori del Libano.

Intanto a documentare la crudeltà della guerra ci pensa il Guardian : alcune  foto testimonierebbero che Israele avrebbe utilizzato, durante la guerra  del 2006,di 13 mesi contro Hezbollah, bombe a grappolo. Il tutto è dovuto al ritrovamento di proiettili M999 Barak Eitan e di  missili Ra’am Eitan.

Le bombe a grappolo, vietate da una convenzione internazionale firmata da 124 Paesi, .sono ordigni contenenti un certo numero di submunizioni che vengono dispersi a distanza, progettati, in passato, anche come mine terrestri. Anche se  la Convenzione di Ottawa ne vieta l’impiego, l’uso, la progettazione, il commercio e lo sviluppo degli ordigni antipersona USA, Cina, Russia, Israele , continuano ad impiegare tali ordigni.

Un genocidio fino all’ultimo sangue, con uno scenario geopolitico lontano da una definizione di vera pace che nulla ha ache vedere con quella proposta di trumpiana memoria, rivelatosi semplicemente un bluff.

Si è creduto che gli USA potessero davvero essere garanti di una pace definitiva  ma qui continuano, incessanti a soffiare venti di guerra, ogni giorno più tragici ed incessanti. Il tutto mentre il mondo non si muove.

 

 

 

 

 

 

 

Claudia Izzo Claudia Izzo

Claudia Izzo

Giornalista dal 2005, Direttore di salernonews24.it, fonda e dirige campanialife.it, cetaranotizie.com. Presidente dell’Associazione Culturale Contaminazioni è ideatrice e organizzatrice del Premio Nazionale Aristeia e di iniziative culturali sul territorio nazionale. Già membro della Commissione Cultura dell’Ordine dei Giornalisti della Regione Campania per il triennio 22/24, è attualmente membro della Commissione Vigilanza. Docente di Giornalismo presso istituti scolastici. Ideatrice e conduttrice della rubrica Ex Libris sull’emittente RCS75. Già ghost writer per tre campagne elettorali, è ideatrice e curatrice del libro “La Primavera Fuori. 31 scritti al tempo del Coronavirus. (Il Pendolo di Foucault). Si occupa di comunicazione, storia, design e territorio.

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