Piramidi e grattacieli

 di Michele Bartolo*-

Una recente ricerca ha appurato che il 41,8% degli adolescenti si è rivolto all’intelligenza artificiale per chiedere aiuto quando era triste, solo o ansioso. Oltre il 42% per chiedere consigli su scelte importanti da fare. Nel complesso, oltre il 92% dei 15-19 enni, quindi la quasi totalità, rispetto al 46,7% degli adulti, usa abitualmente gli strumenti forniti dall’intelligenza artificiale.

Sono gli stessi ragazzi che non hanno mai visitato un museo, che in percentuali basse svolgono una regolare attività fisica, che non leggono libri e spesso si isolano per problemi di natura psicologica. Questi dati sono forniti e pubblicati  da Save The Children nel suo  Atlante dell’infanzia. Alcune riflessioni sul tema si impongono. Partiamo da lontano.

Nella società attuale è scontato vedere per le strade maestosi grattacieli, spesso utilizzati per attività lavorative o per esigenze residenziali. Insomma siamo abituati a vedere le grandi città piene di edifici di questo tipo, grazie anche al progresso tecnologico e alla modernità dei materiali che vengono impiegati.

Nell’Antico Egitto, come sappiamo, esistevano invece le piramidi, opere architettoniche imponenti, che sicuramente dovevano trasmettere emozioni particolari allo spettatore di tanta magnificenza. Le piramidi, tuttavia, erano concepite in modo diverso,  anche e soprattutto rispetto alla loro funzione, poiché si trattava di costruzioni funerarie, quindi rappresentanti un  luogo sacro, divino, simbolo della  sottile linea che divide la vita terrena da quella dell’oltretomba. Fare oggi un paragone tra quelle strutture  e i moderni grattacieli, a volte simili nell’immagine imponente, ma così diversi per scopi e funzioni, è sicuramente una operazione molto azzardata.

Quello che è certo è che l’ uomo, col passare dei millenni, ha mutato sempre di più la propria ideologia e il concetto di se stesso e del proprio ruolo.  Se, all’epoca delle piramidi, l’obiettivo era avvicinarsi il più possibile al cielo e alla divinità, oggi, con i moderni grattacieli, la si vuole raggiungere e superare, a volte in un’anelito di onnipotenza.

L’intelletto umano, tuttavia, ha sicuramente capacità infinite, dimostrate appunto da quanto sia stato modificato nei secoli il paesaggio in cui viviamo. Ma il progresso tecnologico e i mezzi sempre più moderni di cui disponiamo ci pongono pesanti interrogativi sul nostro futuro: l’intelligenza artificiale, infatti, è qualcosa di diverso e di pericoloso. Si tratta, come ci dicono i dati sugli interessi delle nuove generazioni, di una intelligenza che si sostituisce a quella umana e ne svilisce le potenzialità, al posto di arricchirle, tramite l’inganno di essere di aiuto.

Questi ragazzi cresceranno senza un confronto, senza un dialogo, senza la capacità di ricerca e la tenacia di raggiungere uno scopo, nella segreta speranza che qualcuno o qualcosa risolva loro tutti i problemi.

Già sappiamo quanto internet, il telefono cellulare, il computer ed i social abbiano cambiato le nostre vite e le nostre abitudini. In questo caso, però, non è solo una ricerca medica o giuridica che viene fatta con lo strumento digitale, ove pure è necessaria la capacità ci discernimento dell’intelletto umano e della personale cultura dell’individuo. Si tratta, come sopra detto, di vere e proprie domande alle quali si vuole una risposta secca, rassicurante, definitiva, che non ammette e non richiede alcuna attività dell’interlocutore.

È facile immaginare quali implicazioni future, anche dal punto di vista etico, possa avere un ragionamento di questo tipo. Non scompare solo il grande intelletto umano, che pure ha dato alla luce le piramidi e i grattacieli, ma scompare proprio l’umanità, sotterrata dall’assenza di sentimenti e di relazioni, che si affida in toto all’intelligenza artificiale di una macchina priva di vita.

Piramidi e grattacieli, per quanto diversi per epoca, forme, funzioni,  rappresentano, nel loro complesso, un concetto unitario, ovvero  quanto l’ ingegno e la mente umana possano raggiungere vette insperate e rivelarsi protagoniste di qualcosa di  incommensurabile ed ammirevole. L’intelligenza artificiale, di contro, pur risultando utile, non può essere in grado di risolvere tutti i nostri problemi. Questo sarebbe il vero errore tragico. Ogni tipo di attività umana potrebbe essere sostituita, dai professionisti alle amministrazioni, sino alla politica. Quello che dobbiamo immaginare, invece, è un mondo in cui ci sia una altissima professionalità e competenza umana in grado di capire e trarre il meglio dalle tecnologie che sa usare. In conclusione, non possiamo chiedere a un’intelligenza artificiale di sostituirci.

                                        

*Avvocato

 

Michele Bartolo

Avvocato civilista dall'anno 2000, con patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori dal 2013, ha svolto anche incarichi di curatore fallimentare, custode giudiziario, difensore di curatele e di società a partecipazione pubblica. Interessato al cinema, al teatro ed alla politica, è appassionato di viaggi e fotografia. Ama guardare il mondo con la lente dell'ironia perché, come diceva Chaplin, la vita è una commedia per quelli che pensano.

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