Il “turismo della guerra” e i “safari umani”
di Claudia Izzo-
Disumanizzati e accecati da odio e fanatismo, gli israeliani, oltre al genocidio dei palestinesi, hanno dato vita anche al turismo della guerra. Ne abbiamo parlato a maggio scorso: da un lato avevamo i palestinesi che venivano trucidati, mentre sulla collina dirimpetto, quella sopra la città di Sderot che rientra nella Gaza envelope, sette chilometri a ridosso del confine con la Striscia di Gaza, il turismo. Questi luoghi diventano luoghi privilegiati, seduti su divani o sedie tutti a a “godersi lo spettacolo” perchè come dicono gli israeliani “O loro o noi”.
E’ dal 7 ottobre che si organizzano tour, pensati inizialmente per turisti israeliani che con tanto di binocoli si godevano la visuale del massacro, bombardamenti israeliani su Gaza, dunque, bombe e droni come si possono ammirare fuochi d’artificio, civili annientati da missili. Il tour si è aperto poi ad un pubblico sempre più internazionale: il prezzo per osservare i bombardamenti, a pochi passi dal confine o nei luoghi del Nova Festival dove si è consumato il massacro del 7 ottobre, può raggiungere gli 800 dollari.
Ma l’orrore continua a venire a galla.
Ezio Gavazzeni è lo scrittore che, con l’avvocato Nicola Brigida Guido Salvini, ex giudice, ha presentato un esposto alla Procura di Milano per fatti avvenuti a Sarajevo, tra il 1992 ed il 1996 (con 11mila vittime) che ha portato all’apertura di una inchiesta per omicidio plurimo aggravato da motivi abietti e dalla crudeltà.
Nell’ex Jugoslavia assediata dai serbo-bosniaci, 30 anni fa, giungevano persone facoltose di diversa nazionalità, anche italiana, per partecipare a safari umani con cecchini anche italiani, appassionati di armi, cacciatori, ex soldati o psicopatici. 30 anni fa partivano da Trieste, Milano, Venezia, Torino, Trieste, atterravano a Belgrado, venivano trasportati in Bosnia sulle colline attorno a Sarajevo per diventare veri cecchini, sparando ai civili che semmai stavano uscendo dalle loro abitazioni per procurarsi viveri per la famiglia, dando vita ad una sorta di nuovo “turismo esperenziale dell’orrore”.
I costi per prendere parte all’ “adrenalica” spedizione vertono sugli 80mila/100mila euro; il costo aumenta se si spara a donne e bambini…forse basandosi su un vero e proprio listino prezzi per questi “cecchini del week end”. Se per molti si tratterebbe solo di “leggende metropolitane” la realtà è cruda in tutta la sua follia, uccidere per il gusto di farlo.
Realtà difficili da comprendere, inaccettabili per qualsiasi sana coscienza, con valori etici ormai morti.







