filmmaker Mira Nair at ZIFF 2013

Zoharan Mamdani, buon sangue non mente

di Mariapia Vecchione-
Mentre Trump pensava di dominare l’America, i cittadini della Grande Mela hanno deciso di seguire la strada della libertà, quella che ha sempre contraddistinto i valori degli States.
Alle votazioni comunali per la scelta del sindaco della città di New York, registrando l’affluenza alle urne più alta degli ultimi 50 anni, i cittadini di New York scelgono Zohran Mamdani, giovane trentaquattrenne nato in Uganda, socialista, portavoce democratico e primo sindaco della storia americana di fede islamica.
Ha dichiarato dopo la vittoria: “Sarò il sindaco di tutti, anche degli ebrei. Il problema dell’antisemitismo lo prendo estremamente sul serio.” Una risposta coincisa, che non lascia trasparire alcun timore rispetto alle intimidazioni Trumpiste, proprio il caro Donald lo aveva definito nemico degli ebrei e “pazzo comunista”.  
Ma quali sono le vere origini di Zohran Mamdani?
Figlio di genitori indiani: suo padre Mahmood Mamdani, professore di antropologia e scienze politiche alla Columbia University, studioso accolto nella comunità di esperiti d’Africa; Mira Nair la madre, regista di successo e apprezzata per gli importanti riconoscimenti cinematografici, il Leone D’oro di Venezia per la pellicola “Il matrimonio dei monsoni” e la Camera d’oro a Cannes per “Salaam Bombay!”
Una donna dalle vedute cosmopolite, insomma, la cui carriera lavorativa è sempre stata caratterizzata da attenzione profonda e sincera per gli ultimi, i migranti, provenienti dall’India come lei e la sua famiglia e i musulmani.
Mira è stata accolta dagli Stati Uniti da giovane donna, all’età di 19 anni, quando, vinta una borsa di studio per l’Harvard University decide di trasferirsi dal suo luogo di origine.
Il suo esordio come regista sul grande schermo si ha nel 1988 con la produzione di Salaam Bombay! in cui dirige un lavoro che comunica aspetti mai abbandonati nel suo universo culturale: il racconto di Krishna, inserviente giovane di un circo, abbandonato alla sua sorte, che vaga nelle grandi vie di Bombay per raccogliere qualche soldo cercando di raggiungere la sua famiglia.
Più recente è l’attenzione che la donna ha mostrato per gli amori contrastati, per i matrimoni combinati, raccontati in diverse pellicole: nel 1995 Nair dirige La famiglia Perez con Anjelica Huston, in cui racconta di immigrati cubani giunti a Miami.
Ma ancora attuale, nonostante le attenzioni mondiali sui contrasti religiosi dell’area musulmana, è il film del 2001 dal titolo Monsoon Wedding – Matrimonio indiano, che ben ritrae il matrimonio combinato della cultura indiana panjabi e le sue problematiche, conquistando il Leone D’Oro alla 58esima edizione della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia.
La sua sensibilità come donna e come artista non limita inoltre  la sua produzione cinematografica, la regista vivendo la sofferenza dell’attentato alle Torri Gemelle in America, ricordato in tutto il mondo, si dedica alla produzione di un episodio emblematico intitolato così come è impresso nella memoria dei più: 11 settembre 2001.. 
Mira Nair è dunque un esempio di audacia e coraggio, le sue parole accompagnano le elezioni di suo figlio: “Amo lavorare con la gente, è la mia forza. Lavorare con la vita.”

CC BY 2.0vedi termini   File:Mira Nair at ZIFF 2013.jpg

Mariapia Vecchione Mariapia Vecchione

Mariapia Vecchione

Mariapia Vecchione su SalernoNews24 accompagna il lettore alla scoperta di una realtà autentica, critica e audace. La sua formazione umanistica permette al suo sguardo di ricercare inestimabili meraviglie. Appassionata di arte contemporanea, fotografia, food&wine e viaggi, ma consapevole che “il viaggio più lungo è il viaggio interiore” (D. Hammarskjöld)

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