Addio a James Senese
di Nicola Olivieri-
È deceduto oggi, 29 ottobre 2025, a Napoli, all’età di 80 anni, dopo una lunga lotta contro una polmonite.
Il sassofonista napoletano, musicista fra i più influenti della scena partenopea e protagonista di primo piano del neapolitan power, ha lasciato un’impronta profonda nel rock, nel jazz e nel soul made in Naples.
James Senese nacque a Napoli, figlio di una madre napoletana, Anna Senese, e di un padre afro-americano, James Smith, soldato statunitense della Carolina del Nord impegnato dopo lo sbarco di Salerno. Il padre lasciò l’Italia dopo circa diciotto mesi e non fece più ritorno.
Cresciuto nella periferia nord di Napoli, sin da ragazzo si appassionò al sax e alla musica nera importata dagli Stati Uniti.
Negli anni ’60 fu fra i protagonisti della scena locale: nel 1965 con Mario Musella, Franco Del Prete e altri fondò gli Showmen, gruppo che mescolava rhythm & blues, soul e rock. Un loro grande successo fu Un’ora sola ti vorrei.
Insieme a quel fermento musicale Senese fu considerato uno dei padri fondatori del movimento definito «Neapolitan Power», il crocevia fra musica nera, jazz, rock e dialetto napoletano negli anni ’70.
Verso la metà degli anni ’70 Senese e il batterista Franco Del Prete fondarono i “Napoli Centrale”, formazione che privilegiava testi in dialetto napoletano, sonorità jazz-rock e temi sociali legati alla città e alle sue periferie.
Il primo album, Napoli Centrale, uscì nel 1975, con musiche di Senese e testi di Del Prete.
Successivamente uscirono gli album Mattanza e Qualcosa ca nu’ mmore.
Oltre al proprio percorso, Senese collaborò con numerosi artisti italiani e internazionali. La sua discografia e le schede biografiche citano tra questi: Pino Daniele, Tullio De Piscopo, Enzo Avitabile, Gil Evans, Bob Marley, Ornette Coleman, Art Ensemble of Chicago, Lester Bowie, Don Moye, Steve Thornton, Roberto De Simone.
In particolare, con Pino Daniele intreccia la lunga collaborazione, prima in studio, poi sul palco con il celebre “supergruppo” (Senese, De Piscopo, Esposito, Amoruso, Zurzolo).
James Senese ha sempre lavorato all’incrocio fra generi: jazz e rock, soul e funk, ma innestati nella lingua e nelle storie napoletane. Ha dimostrato che la musica nera può nascere anche a Napoli, che un sax può raccontare emarginazione, speranza e cambiamento.
Con i Napoli Centrale il tema non è solo la ricerca sonora: è la cronaca di quartieri, migrazioni interne, trasformazioni urbane.
La morte di James Senese segna la fine di un’epoca. Il suo nome resterà legato non solo ai dischi e ai concerti, ma a una visione: quella di una Napoli che non è solo città-metafora, ma soggetto musicale vero. Il movimento «neapolitan power», la sua vocalità dialettale, il sax che non si limita a “suonare” ma a “dire”, tutto questo è parte del suo lascito.
I suoi album con i Napoli Centrale e le collaborazioni con artisti internazionali restano oggi testimonianza di come la musica possa essere ponte fra radici e orizzonti globali.
Foto a cura di salernonews24, Napoli, 2024.






