La panchina delle 18.30

di Claudia Izzo-

Ero seduta su una panchina della villa comunale, intorno una vegetazione che dal giallo andava al rosso. Amo questo periodo, per me, il più bello dell’anno. Quando la natura si rannicchia in sè, si avvolge e ci avvolge in atmosfere calde e magiche.

Leggevo Poesie d’amore del 900″, una bella edizione Oscar Mondadori,  regalatami da poco da una mia professoressa del Liceo con cui ancora mi sento dopo 30 anni, me l’aveva promessa da tempo, con una dedica strappalacrime, mi augurava il meglio in ogni stagione della mia vita…

Il tutto mentre attendevo le amiche di sempre per l’appuntamento del lunedì, un incontro -cascasse il mondo- dove facciamo il punto della situazione sul procedere degli eventi. Se qualcuno ci vedesse vedrebbe  tre donne adulte correre per un appuntamento da ogni dove, chi sgomma in scooter per arrivare in tempo, chi in auto, chi viene da fuori, ma all’incontro non si  rinuncia: in fondo pensiamo che questo tipo di incontro sia terapeutico. Tutto per arrivare alla panchina sotto l’albero e parlare tra risate e lacrime.  Qualcosa di davvero bellissimo. Ognuna con le sue novità, tragedie, con i sogni maturati, figli da crescere, il lavoro da ricostruire, il mutuo da interrompere, la casa da trovare, qualche traguardo da festeggiare in campo professionale, sogni di rotte da cambiare. Tanta consapevolezza nello sguardo.

Mentre ero intenta a leggere, vedo un signore alzarsi dalla panchina accanto alla fontana e avvicinarsi chiedendomi se potesse sedersi accanto  a me. Era distinto, poggiava il suo peso su un bastone di legno. Sguardo fiero e profondo. Dissi di sì La panchina era grande, nessun problema. Pensai -che bel nonnetto che fa la passeggiata pomeridiana-.

Una volta seduto, cercando di non farsi notare guardava ciò che leggevo, fino a quel ” è un bel libro?”.

Pensai che neanche su una panchina in un parco si poteva stare tranquilli, poi mi vennero in mente le tante notizie di cronache sentite nel tempo; è nei parchi che succedono i migliori delitti. Lo guardai, stetti qualche secondo in silenzio,  stavo per rispondergli  con aria seccata quando mi resi conto che lo sguardo era tristissimo e, date le movenze, non avrebbe potuto far male ad una mosca. Quindi, neanche a me.

Risposi uno stringato “sì”. E di qui continuò: “Io le poesie d’amore non le ho mai capite. Mai declamate. Mai scritte. Mai dedicate. Io non ho mai amato nessuna, nonostante una moglie, quattro figli ed uno stuolo d’amanti. Nella mia vita ho comprato tutto. Il cuore l’ho bruciato perciò sono senza cuore.”

Lo guardai basita.  Lo osservai. Cercai di capire chi mi fossi ritrovata accanto. Lo sguardo era intenso, triste, pieno di fragilità.  Guardai il testo che avevo tra le mani, poesie di amori struggenti, di amori cullati, voluti, desiderati e mi uscì un  “Mai stato innamorato?” e lui ” Non si può accettare qualcosa in cui non si crede.”

Il gioco si faceva duro. Fui tentata su un tema che ho cercato di interpretare da sempre, l’amore.  Mi sembrò impossibile che un uomo di quell’età non portasse nel cuore un nome, il fotogramma di una tenera scena d’ amore, quell’attimo in cui qualsiasi persona si è resa conto di aver donato il cuore a qualcuno, che so io, due occhi pieni  d’amore in cui perdersi. E decisi di farmi forza “Cosa le è accaduto?” . L’anziano uomo mi guardò “ Vivevo in una  famiglia  che amavo. Avevo persino paura di crescere per la paura di dovermene andare ma scoprii che era tutta una facciata, che quella armonia che respiravo con i miei genitori felici e noi figli a godere delle loro ricchezze e del loro amore  era semplicemente un bluff.  Mio padre aveva un’altra donna e mia madre lo sapeva. Stettero insieme solo per tutelare i figli ed il patrimonio.”

Incredula mi resi conto che uno sconosciuto mi stava parlando di fatti intimi e personali. Su una panchina in un tardo pomeriggio di ottobre. Perchè?

Aggiunse: “Da allora ho odiato inconsciamente le donne.  Ne ho avute tante contemporaneamente. Non ce n’è una che non abbia tradito.  Le ho comprate tutte, chi in un modo, chi in un altro. In fondo erano tutte donne senza dignità, disposte a tutto, nessun cuore puro da amare” 

Lo guardai pietrificata.  Mi alzai d’impeto. “Si è fatto tardi, devo andare”. E lui: “L’ho spaventata?” Mi disse guardandomi con due occhi lucidi. “Sa, è un dolore che mi porto dietro.”

” Lei che dice? Certo non mi ha raccontato una favola che ricorderò con piacere. E comunque io non le credo, comodo darsi alla bella vita incolpando una scelta di suo padre. Fin troppo comodo per crearsi un alibi e vivere in modo smodato, dissoluto, senza senso. Perchè non ha senso avvicinarsi ad una donna senza amore.  L’amore esiste ed è puro. Se lei non ha mai amato cosa ha vissuto a fare?  Si sbaglia nella vita, si cade ma poi ci si rialza, ci si guarda allo specchio e si cerca di essere migliori. No?  Ha avuto la possibilità di scegliere, di invertire la marcia, di cambiare la storia, di non frequentare chiunque ma di scegliere…Cosa ne ha fatto di una vita, per giunta lunga? Cosa le resta? Il tempo non va sprecato, dovrebbe dirlo lei a me, e l’amore è una faccenda seria. Probabilmente ha avuto accanto gente che sicuramente l’amore non lo conosceva…Anzi, le lascio questo libro, mi sta a cuore, ma può servirle. Se lo legga, può darsi che sia ancora a tempo, ma  se non prova qualcosa di così forte, bello, puro, intenso per qualcuno, la prego, desista, lo faccia in nome dell’amore.”

 

All’improvviso sento il cellulare squillare… “Cla, ma ti stiamo aspettando, vieni? L’altra Claudia è già qui. Ho un casino da raccontarti, dai che oggi ho poco tempo. Se fa troppo freddo per lo scooter veniamo noi da te. “

Mi giro di scatto  sul letto e rispondo: “Scusate, devo esser crollata. Pensavo di essere già lì…”

“Come?”, mi dice Graziella.

“No, niente…E sulla panchina accanto alla fontana chi vedi?”

“C’è un signore anziano con un bastone che sta leggendo un libro. Perchè?”

“Curiosità… Prendo il casco e arrivo.”

 

 

Claudia Izzo Claudia Izzo

Claudia Izzo

Claudia Izzo, giornalista con oltre vent'anni di esperienza. Direttrice di salernonews24.it, fonda e dirige campanialife.it e cetaranotizie.com, focalizzate sulla valorizzazione del territorio.E' ideatrice e organizzatrice del Premio Nazionale Aristeia e di iniziative culturali sul territorio nazionale. Già membro della Commissione Cultura dell'Ordine dei Giornalisti della Regione Campania per il triennio 22/24, è attualmente membro del Consiglio di Disciplina Territoriale per il triennio 25/27. Docente di Giornalismo presso istituti scolastici di diverso ordine e grado è stata ghost writer per tre campagne elettorali. Ideatrice e conduttrice della rubrica Ex Libris sull'emittente RCS75, è ideatrice del libro 'La Primavera Fuori.31 scritti al tempo del Coronavirus.( Il Pendolo di Foucault). Coniuga l 'impegno editoriale con una profonda attività di promozione culturale e saggistica: si occupa di comunicazione, storia, design e territorio.

Altri articoli di Claudia Izzo

Ultimi articoli di Il racconto della domenica