La Russia istiga la NATO violando lo spazio aereo della Lituania

di Claudia Izzo-
La Russia ci riprova. Oggi alle 18 ora lituana, 17 in Italia, la Russia con la sua aggressiva campagna intimidatoria ha  vìolato  i cieli della Lituania, quindi della NATO, per 18 secondi, inoltrandosi per 700 metri con due aerei  militari. Trattasi di un caccia e di un aereo cisterna  per il rifornimento, volati nei pressi del confine con l’oblast di Kaliningrad, sul Mar Baltico. A pattugliare la zona la NATO ha inviato alcuni caccia spagnoli.
La Russia ci riprova, dicevamo,  perché -ci sta a provare- da molto: solo a settembre 19 droni militari hanno violato lo spazio aereo della Polonia che ne ha abbattuti alcuni; poi è toccato ai cieli dell’Estonia  raggiunti da tre caccia, poi ancora alla Danimarca. Oggi l’Estonia. La finalità è sempre la stessa: intimidire la NATO, aerei, droni o quant’altro compiono incursioni nei cieli dei Paesi membri, costringendo gli aerei militari delle alleanze ad alzarsi in volo. Un modo di stalkerare, provocare per mettere alla prova  i Paesi NATO; ritorsioni  per il sostegno che questi Paesi hanno offerto e offrono all’Ucraina, dall’invasione russa del febbraio 2022. Oltre all’invasione dei cieli, la Russia crea un clima di instabilità con sistemi tipo  atti di sabotaggio di tutti i tipi: danneggiamento di linee ferroviarie, centraline elettriche, droni che interferiscono con il sistema di guida GPS degli aerei passeggeri nei paesi baltici vicino al confine costringendo le compagnie aeree a cancellare ai voli. Parola d’ordine: creare insicurezza all’Europa. La nuova modalità è pay per sabotage, vengono pagate persone per dar vita ad atti di sabotaggio contro l’Ucraina in cambio di soldi. Nel 2024 sono stati commissionati dalla Russia circa 40 incendi in Germania e Polonia, in Lituania un centro commerciale IKEA ha preso fuoco. Fornire coordinate di bersagli o distruggere qualsiasi cosa in Ucraina, la Russia accetta tutto per annientare il nemico e spaventare e provocare la NATO.

25 sono i casi di sabotaggio uniti a spionaggio e vandalismo accertati ad infrastrutture da parte della Russia nel solo 2025. In Germania è stato sventato un colpo grosso: pacchi bomba pronti ad esplodere per creare caos nelle reti di distribuzione; in Svezia tutto era pronto colpire più di 30 torri di telecomunicazione tra la Russia e l’Europa Occidentale. Insomma, si è passati dalla guerra convenzionale ad una guerra ibrida che combina elementi della guerra convenzionale e non convenzionale come la guerra politica, economica, psicologica; si parla di droni armati, attacchi informatici, danni ai sistemi satellitari, di navigazione.

La Russia sta sondando la reazione dei Paesi prevista dall’art 5 del Trattato NATO, pilastro del Patto Atlantico firmato a Washington il 4 Aprile del 1949. Questo trattato a cui aderiscono oggi 32 Stati con molti Paesi dell’Europa Orientale che sono aggiunti dopo la Guerra Fredda, è stato applicato soltanto una volta, dopo gli attacchi di Al Qaeda dell’11 settembre 2001 alle Torri gemelle e al Pentagono. IL  successivo 2 ottobre fu infatti riconosciuto che l’attacco proveniva dall’estero e si decise di inviare le truppe NATO in Afghanistan.

L’articolo recita:

“Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall’art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale”…

“Ogni attacco armato di questo genere e tutte le misure prese in conseguenza di esso saranno immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza. Queste misure termineranno allorché il Consiglio di Sicurezza avrà preso le misure necessarie per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali”.

Il vertice in Alaska e le tante strette di mano tra Trump e Putin ci ricordano quanto sia tutto complicato, tutto e il contrario di tutto, basti pensare al Trattato di pace di Trump e il genocidio che continua ad essere perpetrato dagli israeliani ogni girono.

Ci si chiede cosa intenda fare Putin, a cosa miri ancora. Per capire le azioni dobbiamo conoscere chi le sta compiendo. Putin, funzionario della Germania dell’Est ritrovatosi ai vertici dell’ex URSS, l’uomo del KGB,  il delegittimatore delle elezioni di Zelensky, non ha mai fatto mistero dei suoi scopi: mira a Kiev. Le sue strategie sono fatte di portavoci russi, Zacharova, Lavrov, Peskov e Medvedev ,  che danno al mondo comunicati  spesso non concordanti tra loro. Mischiano le carte e le sparigliano, compito quest’ultimo, affidato a Medvedev che è il portavoce che parla di missili nucleari e terza guerra mondiale. Tutto deve lasciare dubbi sulle prossime mosse in questa sorta di partita a scacchi dove il giocatore Russia sbalordisce sempre e il giocatore NATO concede troppo spazio e tempo, divenendo da giocatore, spettatore.

Cosa ci attende?

 

 

Claudia Izzo Claudia Izzo

Claudia Izzo

Claudia Izzo, giornalista con oltre vent'anni di esperienza. Direttrice di salernonews24.it, fonda e dirige campanialife.it e cetaranotizie.com, focalizzate sulla valorizzazione del territorio.E' ideatrice e organizzatrice del Premio Nazionale Aristeia e di iniziative culturali sul territorio nazionale. Già membro della Commissione Cultura dell'Ordine dei Giornalisti della Regione Campania per il triennio 22/24, è attualmente membro del Consiglio di Disciplina Territoriale per il triennio 25/27. Docente di Giornalismo presso istituti scolastici di diverso ordine e grado è stata ghost writer per tre campagne elettorali. Ideatrice e conduttrice della rubrica Ex Libris sull'emittente RCS75, è ideatrice del libro 'La Primavera Fuori.31 scritti al tempo del Coronavirus.( Il Pendolo di Foucault). Coniuga l 'impegno editoriale con una profonda attività di promozione culturale e saggistica: si occupa di comunicazione, storia, design e territorio.

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