La Russia istiga la NATO violando lo spazio aereo della Lituania
25 sono i casi di sabotaggio uniti a spionaggio e vandalismo accertati ad infrastrutture da parte della Russia nel solo 2025. In Germania è stato sventato un colpo grosso: pacchi bomba pronti ad esplodere per creare caos nelle reti di distribuzione; in Svezia tutto era pronto colpire più di 30 torri di telecomunicazione tra la Russia e l’Europa Occidentale. Insomma, si è passati dalla guerra convenzionale ad una guerra ibrida che combina elementi della guerra convenzionale e non convenzionale come la guerra politica, economica, psicologica; si parla di droni armati, attacchi informatici, danni ai sistemi satellitari, di navigazione.
La Russia sta sondando la reazione dei Paesi prevista dall’art 5 del Trattato NATO, pilastro del Patto Atlantico firmato a Washington il 4 Aprile del 1949. Questo trattato a cui aderiscono oggi 32 Stati con molti Paesi dell’Europa Orientale che sono aggiunti dopo la Guerra Fredda, è stato applicato soltanto una volta, dopo gli attacchi di Al Qaeda dell’11 settembre 2001 alle Torri gemelle e al Pentagono. IL successivo 2 ottobre fu infatti riconosciuto che l’attacco proveniva dall’estero e si decise di inviare le truppe NATO in Afghanistan.
L’articolo recita:
“Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall’art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale”…
“Ogni attacco armato di questo genere e tutte le misure prese in conseguenza di esso saranno immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza. Queste misure termineranno allorché il Consiglio di Sicurezza avrà preso le misure necessarie per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali”.
Il vertice in Alaska e le tante strette di mano tra Trump e Putin ci ricordano quanto sia tutto complicato, tutto e il contrario di tutto, basti pensare al Trattato di pace di Trump e il genocidio che continua ad essere perpetrato dagli israeliani ogni girono.
Ci si chiede cosa intenda fare Putin, a cosa miri ancora. Per capire le azioni dobbiamo conoscere chi le sta compiendo. Putin, funzionario della Germania dell’Est ritrovatosi ai vertici dell’ex URSS, l’uomo del KGB, il delegittimatore delle elezioni di Zelensky, non ha mai fatto mistero dei suoi scopi: mira a Kiev. Le sue strategie sono fatte di portavoci russi, Zacharova, Lavrov, Peskov e Medvedev , che danno al mondo comunicati spesso non concordanti tra loro. Mischiano le carte e le sparigliano, compito quest’ultimo, affidato a Medvedev che è il portavoce che parla di missili nucleari e terza guerra mondiale. Tutto deve lasciare dubbi sulle prossime mosse in questa sorta di partita a scacchi dove il giocatore Russia sbalordisce sempre e il giocatore NATO concede troppo spazio e tempo, divenendo da giocatore, spettatore.







