La chiesa campestre della Madonna degli Angeli

Non lontano da Città della Pieve, in aperta campagna, sorge la chiesa della Madonna degli Angeli, adagiata su una collina lungo il tracciato dell’antica Via Romea Germanica (percorso di pellegrinaggio che collega la città di Stade, in Germania, con Roma) non molto distante dall’altra famosa Via Francigena. Posto strategico per tutti i pellegrini che potevano riposarsi e trovare ristoro in un piccolo convento, oggi casa colonica attigua alla chiesa, l’edificio è stato realizzato, molto probabilmente, nel XIII secolo per volere dei Padri Eremiti dell’Ordine Francescano. La facciata, molto singolare, presenta, al centro, una sorta di torre in aggetto con un portale d’ingresso centrale strombato tutto in mattoni, in stile gotico con arco ogivale.

Affascinanti sono le numerose incisioni impresse sul portale d’ingresso, testimonianza dei pellegrini giunti in tale sacro luogo. Al di sopra di esso si apre un rosone anch’esso tutto in mattoni. Il campanile, centrale, è in stile gotico a vela e contiene due campane. A navata unica con copertura a capriate, l’interno della chiesa mostra un’abside rettangolare e un ambiente suddiviso in tre campate scandite da due ampi archi a sesto acuto, anch’essi in mattoni. Sono presenti due finestre monofore nella parte absidale e altre due lungo le campate meridionali.  Questa singolare chiesa campestre è impreziosita da numerosi affreschi d’epoca tardo-medioevale (realizzati tra il XIV secolo e il XV), i cui autori sono per lo più sconosciuti. L’aula sacra in realtà doveva essere completamente affrescata, tuttavia nel corso di alcuni restauri in passato, talune opere sono state intonacate al fine di preservarle. Entrando al suo interno, sulla controfaccia di sinistra si nota subito il volto di un santo: Cristoforo, protettore dei viandanti. La chiesa presenta ben tre sue raffigurazioni evidenziando, dunque, la sua reale funzione di ricovero e luogo di sosta per i pellegrini.

Sulla parete nord della campata nei pressi dell’ingresso si può ammirare un affresco raffigurante la Madonna col Bimbo sul trono affiancata dall’Annunciazione con, ai lati, i santi Pietro e Paolo (quest’ultimo molto probabilmente realizzato dal senese Jacopo di Mino del Pellicciaio). Sempre sulla parete nord, ritroviamo raffigurato su un pilastro un altro San Cristoforo, al di là del quale si riscontrano ben due raffigurazioni di Maria sul trono col Bimbo.

Passando all’abside rettangolare, sulla sinistra si può ammirare una bella rappresentazione della Natività, sotto la quale è posto Papa Urbano V. Sulla destra, lungo il registro superiore ritroviamo ancora un altro dipinto di Madonna col Bambino tra i due santi Pietro e Paolo, sotto il quale compare uno stemma appartenente, forse, al committente dell’affresco. Sulla parete sud, lungo la prima campata, si può ammirare un’ulteriore Annunciazione, sotto la quale ritroviamo la raffigurazione di un Gesù Bambino collocato in un vigneto con alcuni grappoli d’uva (simbolo del legame tra i credenti e Gesù, ma anche di amore, pace e gioia). Il terzo San Cristoforo compare sul pilatro tra le due campate, oltre il quale si possono notare, sul registro superiore, Santa Illuminata e santa Lucia (recante la data di realizzazione in numeri romani, 1423).

Nel registro inferiore ritroviamo una ulteriore Madonna in trono col Bambino posta tra sant’Antonio Abate e Santa Caterina d’Alessandria, sotto la quale si colloca la figura piccola della committenza. Al fianco di quest’ultima raffigurazione compare Santa Mustiola, protettrice di Chiusi (non a caso, l’allora Castel della Pieve era parte integrante della Diocesi di Chiusi di cui la santa è Patrona). Proseguendo, sulla sinistra appaiono due santi, San Leonardo (protettore delle partorienti) e Sant’Antonio Abate, quest’ultimo affresco particolarmente deteriorato. Passando alla controfacciata, lato sud si intravede, nella parte alta un Angelo annunciante, mentre in quella bassa alcune rappresentazioni della crocifissione, assai ammalorate. La maggior di questi preziosi affreschi, presenta, purtroppo, condizioni precarie di conservazione o di forte deterioramento a causa di alcune infiltrazioni d’acqua meteorica provenienti dal tetto! La chiesa non è sempre aperta ma l’accoglienza dei visitatori e pellegrini che desiderano ammirare le opere artistiche presenti al suo interno è assicurata soprattutto in concomitanza di alcuni eventi culturali e religiosi che si susseguono durante l’anno. Ho potuto provare l’emozione di visitarla in occasione dell’apertura straordinaria della festa di San Francesco (Patrono Nazionale), sotto l’egregia gestione della Confraternita dei Santi Rocco e Sebastiano, di Città della Pieve. Gli affreschi che adornano le alte pareti della chiesa hanno in realtà valore o funzione di ex-voto, la cui tematica predominante è la maternità, l’annunziazione e la Natività: si tratta, dunque, di rappresentazioni che conducono il più delle volte a delle vere e proprie richieste di grazia o semplici preghiere di fertilità.

Daniele Magliano

Architetto- giornalista che ama approfondire tematiche di architettura, urbanistica, design, ma anche di storia, evoluzione e curiosità riguardanti oggetti di uso quotidiano. Mi piace, in generale, l'arte della costruzione: riflesso del nostro vivere in quanto unisce passato, presente e futuro prossimo di una comunità.

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