Israele restituisce 45 salme di palestinesi torturati
di Claudia Izzo-
45 corpi di cittadini palestinesi sono stati trasportati dalla Croce Rossa, che ha coordinato il trasferimento insieme alle autorità palestinesi ed israeliane, al complesso medico Nasser di Kahn Younis, nel sud della Striscia di Gaza dove sono ormai attivi solo quattro membri del personale medico.
Questa restituzione è in parte quanto previsto dagli accordi di pace di Trump in cui è inclusa anche la restituzione dei detenuti israeliani mancanti all’appello. I corpi risultano cioè straziati, strangolati, bendati e poi fucilati; rubati loro gli organi e riempiti di cotone, chiari i segni di torture e mutilazioni. La denuncia arriva dal Ministero della Salute: su molti dei cadaveri consegnati sono evidenti i segni di tortura, maltrattamenti, esecuzioni sommarie.
Ovviamente, data la situazione, sarà difficile procedere al riconoscimento in quanto mancano le attrezzature necessarie. Tragedia nella tragedia.
Ritenendo che Hamas non abbia restituito gli ostaggi israeliani, Israele ha provveduto a dimezzare le entrate degli aiuti umanitari a Gaza ma le autorità palestinesi denunciano “violazioni gravi e sistematiche dei diritti umani” chiedendo una indagine internazionale su quelle che sono le condizioni dei prigionieri e sulle dinamiche delle morti.
Intanto si celebrano funerali di massa a Khan Younis dove proprio oggi si conta un altro morto palestinese falciato da un drone. Questa non è pace.







