L’Accordo di Pace senza i protagonisti

di Claudia Izzo-

Con una firma a caratteri cubitali, come è suo solito, il Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump ha firmato l’accordo di pace per Gaza.

Dopo il discorso tenuto alla Knesser, il Parlamento israeliano, in cui il tycoon non ha esitato a  dire all’amico Netanyahu che ha fatto “un buon lavoro”, è volato a  Sharm el Sheikh, in Egitto, per sottoscrivere l’accordo di pace con i mediatori dell’accordo.  A firmare è stato anche  il presidente egiziano al Sisi, che co-presiede il vertice egiziano sul futuro della Striscia con Trump; altra firma quella di  Erdogan, Presidente turco  e del premier del Qatar.

Il testo integrale.

“Noi sottoscritti accogliamo con favore l’impegno e l’attuazione davvero storici da parte di tutte le parti dell’Accordo di Pace di Trump, che pone fine a oltre due anni di profonda sofferenza e perdita, aprendo un nuovo capitolo per la regione caratterizzata da speranza, sicurezza e una visione condivisa di pace e prosperità.

Sosteniamo  i sinceri sforzi del Presidente Trump per porre fine alla guerra a Gaza e portare una pace duratura in Medio Oriente. Insieme, attueremo questo accordo in modo da garantire pace, sicurezza, stabilità e opportunità per tutti i popoli della regione, compresi palestinesi e israeliani. Siamo consapevoli che una pace duratura sarà una pace in cui sia i palestinesi che gli israeliani potranno prosperare, con i loro diritti umani fondamentali tutelati, la loro sicurezza garantita e la loro dignità tutelata.

Affermiamo che un progresso significativo emerge attraverso la cooperazione e un dialogo costante e che il rafforzamento dei legami tra nazioni e popoli serve gli interessi duraturi della pace e della stabilità regionale e globale. Riconosciamo il profondo significato storico e spirituale di questa regione per le comunità religiose le cui radici sono intrecciate con il territorio, tra cui Cristianesimo, Islam ed Ebraismo. Il rispetto per questi sacri legami e la protezione dei loro siti patrimoniali rimarranno fondamentali nel nostro impegno per la coesistenza pacifica.

Siamo uniti nella determinazione a smantellare l’estremismo e la radicalizzazione in tutte le loro forme. Nessuna società può prosperare quando la violenza e il razzismo sono normalizzati, o quando ideologie radicali minacciano il tessuto della vita civile.

Ci impegniamo ad affrontare le condizioni che favoriscono l’estremismo e a promuovere l’istruzione, le opportunità e il rispetto reciproco come fondamenti per una pace duratura. Ci impegniamo pertanto a risolvere le controversie future attraverso l’impegno diplomatico e la negoziazione, piuttosto che con la forza o un conflitto prolungato.

Riconosciamo che il Medio Oriente non può sopportare un ciclo persistente di guerre prolungate, negoziati in stallo o l’applicazione frammentaria, incompleta o selettiva di termini negoziati con successo. Le tragedie a cui abbiamo assistito negli ultimi due anni devono servire da urgente promemoria del fatto che le generazioni future meritano di meglio dei fallimenti del passato. Ricerchiamo tolleranza, dignità e pari opportunità per ogni persona, garantendo che questa regione sia un luogo in cui tutti possano perseguire le proprie aspirazioni in pace, sicurezza e prosperità economica, indipendentemente da razza, fede o etnia.Perseguiamo una visione globale di pace, sicurezza e prosperità condivisa nella regione, fondata sui principi del rispetto reciproco e del destino comune.In questo spirito, accogliamo con favore i progressi compiuti nella definizione di accordi di pace globali e duraturi nella Striscia di Gaza, nonché le relazioni amichevoli e reciprocamente vantaggiose tra Israele e i suoi vicini regionali. Ci impegniamo a lavorare collettivamente per attuare e sostenere questa eredità, costruendo fondamenta istituzionali su cui le generazioni future possano prosperare insieme in pace. Ci impegniamo per un futuro di pace duratura.”

Donald J. Trump Presidente degli Stati Uniti d’America

Abdel Fattah El-Sisi Presidente della Repubblica Araba d’Egitto

Tamim bin Hamad Al-Thani Emiro dello Stato del Qatar

Recep Tayyip Erdogan Presidente della Repubblica di Turchia”

Oltre 20 i leader mondiali che hanno firmato l’accordo la Trump declaration for enduring peace and prosperity.

C’è però da dire che ad un giorno dalla firma, già i nodi vengono al pettine come si temeva.

Se Trump ha trascorso una giornata tra fasti e ovation tra Gerusalemme e Sharm el-Sheikh, alla firma dell’accordo   mancavano proprio i diretti interessati:  il primo Ministro  di Israele,  Benjamin Netanyahu, impegnato per le festività ebraiche e Hamas, considerata una organizzazione terroristica da molti esponenti di Paesi presenti.

E siamo punto e a capo.

Trump, andato via da Sharm el-Sheikh,  felice e contento, ha chiuso a suo modo un accordo in vista del Premio Nobel, senza coinvolgere le parti interessate?

Sembra davvero tutto assurdo dal momento che l’esercito israeliano ha annunciato che non abbandonerà del tutto la Striscia, mantenendo circa il 55% del territorio mentre Hamas non ha mai espresso apertamente di essere in procinto del disarmo, per rispettare il piano di pace di Trump, anche se si è detto favorevole al rilascio degli ostaggi, seppure ne mancano ancora 24, ed al trasferimento del governo di Gaza nelle mani di tecnocrati palestinesi.

Intanto Tel Aviv è stato chiaro: ci sarà la ripresa delle operazioni militari qualora Hamas non rispetterà il punto e se tutto tunnel e impianti di produzione armi,  infrastrutture varie, terroristiche ed offensive, non saranno definitivamente distrutte.

 

Claudia Izzo Claudia Izzo

Claudia Izzo

Giornalista dal 2005, Direttore di salernonews24.it, fonda e dirige campanialife.it, cetaranotizie.com. Presidente dell’Associazione Culturale Contaminazioni è ideatrice e organizzatrice del Premio Nazionale Aristeia e di iniziative culturali sul territorio nazionale. Già membro della Commissione Cultura dell’Ordine dei Giornalisti della Regione Campania per il triennio 22/24, è attualmente membro del Consiglio di Disciplina Territoriale per il triennio 25/27 della Commissione Vigilanza. Docente di Giornalismo presso istituti scolastici. Ideatrice e conduttrice della rubrica Ex Libris sull’emittente RCS75. Già ghost writer per tre campagne elettorali, è ideatrice e curatrice del libro “La Primavera Fuori. 31 scritti al tempo del Coronavirus. (Il Pendolo di Foucault). Si occupa di comunicazione, storia, design e territorio.

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