Anziani truffati, perquisizioni a Milano, Napoli e Salerno
di Antonietta Doria- Ne abbiamo sentite tane di storie simili e sono capitate anche a persone che conosciamo, dando vita ad un sentimento di grandissimo dispiacere, ancora di più perchè questi episodi sono stati perpetrati ai danni di persone deboli, non del tutto in grado di difendersi, gli anziani.
La Squadra Mobile di Salerno con quella di Milano e di Napoli hanno dato vita a perquisizioni domiciliari e personali nelle province di Milano, Napoli e Salerno nei confronti di 15 cittadini italiani ai quali viene contestato, a vario titolo, il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe ai danni di anziani.
Dopo un’articolata attività di indagine intrapresa su numerose truffe commesse nella città di Milano ed in altre località d’Italia, è stata individuata una 73enne italiana, residente in provincia di Milano, a cui veniva momentaneamente consegnata la refurtiva che la stessa, successivamente, trasportava a Napoli.
Le indagini hanno permesso di accertare che le telefonate alle anziane vittime venivano effettuate da due appartamenti situati a Napoli sempre con lo stesso modus operandi: la chiamata del “falso carabiniere e finto avvocato” e la chiamata del “falso nipote e finto postino”.
Nel periodo estivo, al fine di non interrompere la loro attività criminale, gli indagati avevano trasferito la “sala operativa” dalla quale effettuavano le telefonate all’interno di un bungalow sito in un villaggio turistico della provincia di Salerno, dove hanno trascorso contemporaneamente le loro vacanze.
Due le modalità con cui agivano: nel primo caso il truffatore si presentava come un carabiniere e riferiva alla vittima che un suo familiare era rimasto coinvolto in un incidente stradale con il concreto rischio di una pena detentiva. La vittima veniva poi contattata da un finto avvocato che la convinceva a raccogliere denaro contante e oggetti di valore da consegnare come “cauzione”, ad un incaricato, per la liberazione del familiare.
Nel secondo caso il truffatore si presentava come il nipote della vittima e chiedeva la disponibilità di ritirare un pacco in consegna; poco dopo, lo stesso riferiva che erano sorti problemi con il pagamento e che i suoi genitori erano stati trattenuti presso una caserma dei Carabinieri. Per liberare quindi i familiari, la vittima veniva convinta a consegnare denaro contante e/o gioielli a un incaricato.
Le perquisizioni eseguite hanno permesso di sequestrare 40 cellulari e 5 tablet, utilizzati per commettere le truffe, la somma in contanti di 15.000,00 euro e numerosi monili in oro, verosimile provento dei reati contestati.
Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna.







