Seconda Flotilla, secondo abbordaggio di Israele
di Antonietta Doria-
Continua il tentativo di forzare il blocco navale di Israele per portare aiuti umanitari a Gaza e creare un corridoio umanitario permanente con navi intercettate stanotte dai miliziani israeliani.
Nel segno della Global Sumud Flotilla, ha preso il via, a fine settembre, la missione congiunta della Freedom Flotilla Coalition, che dal 2010 sfida il blocco navale imposto da Israele a Gaza e della Thousand Madleens. Così, altre nove imbarcazioni sono partite da Otranto e da Catania, con a bordo giornalisti, medici, infermieri, questi ultimi con lo scopo di dare il cambio a quelli presenti a Gaza ormai stremati. Sono in tutto 150 persone provenienti da 30 Paesi, anche 9 italiani.
Come detta il diritto umanitario, i medici, per il solo fatto di esercitare la loro professione, sono persone protette e non possono essere arrestati, infatti le Convenzioni di Ginevra del 1949 prescrivono la tutela del personale sanitario “in ogni circostanza”. L’articolo 23 della IV Convenzione, ratificato da Israele, precisa che “Ciascuna Parte contraente accorderà il libero passaggio per qualsiasi invio di medicamenti e di materiale sanitario”, formulazione comunemente interpretata in modo da includere anche i sanitari stranieri.
Tutto, alla luce del trattamento ricevuto dai membri della Flotilla, fa pensare che l’impresa sarà ardua, a tratti impossibile.
Delle 11 navi, due, la Ghassan Khanafani e la Al Awda, si sono fermate due giorni fa nei porti greci per guasti tecnici. Ne restano 8 e la Conscience, la nave principale, un ex traghetto trasformato in nave ospedale.
L’ultimo messaggio da parte degli attivisti della seconda missione umanitaria, risale a stanotte e diceva “Non ci fermeremo mai: altre 9 navi a 140 miglia nautiche da Gaza”, poi risulta che verso le 04:30 italiane, otto navi militari israeliane e diversi elicotteri hanno fermato i militari israeliani hanno assaltato le imbarcazioni “a circa 120 miglia nautiche da Gaza, Israele ha attaccato”. Dunque in acque internazionali.
Le telecamere posizionate sulle imbarcazioni anche nell’ambito di questa seconda spedizione, ci permettono di poter vedere i video anche nel momento stesso dell’abbordaggio. Così una delle telecamera che trasmetteva la diretta ci mostra soldati israeliani armati fino ai denti abbordare le imbarcazioni e uno arrampicarsi sull’albero e distruggerne una con il calcio del mitra.
Si attendono risvolti.







