Qualche riflessione sul comunicato di Hamas

di Giuseppe Moesh*

Il comunicato di Hamas invita ad una serie di considerazioni che tenterò di sintetizzare:
1. L’organizzazione terroristica è alla canna del gas, Non ha più finanziamenti, non ha più una struttura dirigente, non ha più l’appoggio dei Paesi Arabi, della Turchia, e solo in Italia troviamo ancora dei mestatori politici che inneggiano a quei macellai.
2. Sul campo l’esercito israeliano ha di fatto il controllo di tutto il territorio e sta completando quello definitivo su Gaza.
3. Trump che aveva promesso di chiudere tutte le guerre si è scontrato con un Putin convinto dell’insipienza degli occidentali; il presidente USA ha capito che per il momento sarebbe apparso come un pupazzo nelle mani di quell’autocrate. Per tale motivo ha spinto sul fronte palestinese per ottenere un qualche risultato; constatata la supremazia israeliana, e la insofferenza dei Pesi confinanti stanchi di vivere in una condizione di instabilità, ha capito che poteva forzare la mano proprio a quelli che erano stati gli sponsor di Hamas, giocando sul potere del denaro e sulle minacce di un intervento diretto.
4. Omar, Egitto, Arabia Saudita hanno intrapreso da tempo la via dello sviluppo e aderito a forme di islamismo moderato, per cui non possono tollerare di vivere in una condizione di tensione che potrebbero ripercuotersi al loro interno.
5. Erdogan ha dimostrato di voler giocare un nuovo ruolo moderato sullo scacchiere, per poter riprendere la lenta marcia per arrivare a compattare il mondo mussulmano in vista della ricostruzione dell’impero ottomano.
6. Nonostante tutti i tentativi degli ultimi anni e fino alle dichiarazioni di ieri, l’ONU ha dovuto abbozzare rispetto alla dichiarazione odierna di Hamas.
7. Nonostante gli sforzi della stampa internazionale e di quella a reti unificate della televisione italiana, reti pubbliche e private, che a gran voce hanno mostrato Israele come un Paese guidato da un dittatore ed una opposizione che non poteva esprimersi, l’opposizione ha dichiarato che si tratta di una condizione positiva. Ovviamente le opposizioni rappresentate dalla Goracci e da Brunori, saranno dispiaciuti perché non potranno continuare a fare da portavoce ufficiale di Hamas. Forse il problema più serio è tra le fila degli ultranazionalisti che vedono la possibilità di non poter continuare nella mattanza per sbarazzarsi dei palestinesi come quelli vorrebbero sbarazzarsi degli israeliani.
8. Hamas nel comunicato ha espresso chiaramente che il suo atteggiamento non cambia, in effetti accettano di mollare gli ostaggi ma con calma, ed i servili giornalisti della TV di Stato hanno convenuto (Vedi Rai News 24). Sì alla gestione da parte di tecnici, in modo di non avere tra i piedi quelli dell’Autorità ma rivendicando comunque la loro presenza nel futuro governo e senza alcun riferimento alle armi. La stessa tattica è stata utilizzata nelle settimane e nei mesi pregressi per prendere tempo, visto l’ultimatum di Trump e la minaccia dello stesso di lasciare mano libera ad Israele, sapendo che comunque essi hanno a disposizione la popolazione civile che possono usare come scudi umani e riordinare la fila per continuare nella battaglia.
9. Il pietismo del mondo buonista non sarà soddisfatto dalla notizia perché il grido “crucifige” continuerà ad eccitare gli animi per le esigenze di politica interna non solo in Italia, ma anche in Francia ed in Germania.
10. La sola speranza della possibilità di attuazione del piano nasce dalla necessità per Trump di incassare un qualche risultato, che possa rafforzare una posizione difficile interna per lo stallo sul bilancio, per il problema dei dazi e per la difficile situazione con la Russia e con la Cina.

 

  • già professore ordinario presso l’Università degli Studi di Salerno
Giuseppe Moesch Giuseppe Moesch

Giuseppe Moesch

Napoletano, già professore ordinario di Economia Applicata, prestato alla politica ed alle istituzioni nazionali ed internazionali, per le quali ha svolto incarichi e missioni viaggiando in quasi cinquanta Paesi attraversando l’umanità che li popola. Oggi propone le sue riflessioni scrivendo quando non riesce a capire quelle degli altri.

Altri articoli di Giuseppe Moesch

Ultimi articoli di Editoriale