Hamas risponde a Trump, si parla di pace?
di Claudia Izzo-
Sul proprio canale Telegram, Hamas diffonde la sua disponibilità volta al “raggiungimento di una posizione responsabile rispetto al piano del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump”. Sembrerebbe che Hamas abbia apprezzato gli sforzi di tutti gli attori per il raggiungimento della fine della guerra nella striscia di Gaza.
Si, dunque, al rilascio-scambio di tutti i prigionieri sia vivi che morti; si a ad un organo indipendente fatto di tecnocrati che amministri Gazacon il consenso palestinese , con un appoggio arabo e islamico; per il resto per quanto concerne i diritti inalienabili del popolo palestinese, sono da discutere in un quadro nazionale a cui Hamas contribuirà.
Trump sostiene che ci siano le condizioni per una pace duratura non solo a Gaza ma in Medio Oriente.
La stanchezza si fa sentire ovunque, tra la popolazione dei gazawi sfinita; Donald Trump, pronto a voler chiudere la faccenda inseguendo il sogno del Premio Nobel per la Pace.
All’incontro avutosi a Quantico, in Virginia, con gli ufficiali americani di alto grado convocati da tutto il mondo, Trump ha sottolineato la risoluzione da parte sua di be otto guerre da quando è alla casa Bianca ma si è detto convinto del fatto che non sarà lui a vincere il premio Nobel della Pace ma sicuramente qualcuno che non ha fatto “un bel niente”… mentre spera di poter metetre insieme Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky.







