Hamas, Trump: “se rifiuta sarà l’inferno”

di Claudia Izzo-

Dopo l’incontro di ieri alla Casa Bianca tra Trump e Netanyahu, con la proposta americana stilata in 20 punti, si attende la risposta di Hamas, il Movimento Islamico di Resistenza, ma Trump è stato chiaro: attenderà tre, quattro giorni, per accettare la proposta “altrimenti sperimenterà l’inferno”e  “Israele avrebbe il pieno sostegno statunitense per portare a termine il lavoro di distruzione della minaccia”.

Intanto ognuno ha ben puntualizzato le proprie condizioni, da Netanyahu che accetta la fine della guerra nella Striscia di Gaza, ma non la nascita dello  Stato palestinese, con l’esercito che sarà presente nella maggior parte di Gaza. Il conflitto in Medioriente giunto al suo 725 giorno, ha raggiunto l’escalation di violenza e di terrore così come l’operazione israeliana dettava.  Intanto, Arabia Saudita, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Pakistan, Turchia, Qatar ed Egitto si sono detti pronti a “cooperare positivamente” con gli Usa.

Hamas, dopo l’incontro ha già sottolineato il fatto di non aver preso parte ai negoziati e  tramite un suo alto funzionario, Mahmoud Mardawi, ha fatto notare che il piano di pace di Trump “propende verso la prospettiva israeliana”.

In finale,  l’azione da cui tutto dipenderà è nelle mani Hamas che ha 72 ore per liberare gli ostaggi, quelli vivi  e quelli già deceduti. Questa è la conditio sine qua non, il punto senza il quale gli altri 19 stilati diventano inutili. Con la promessa di un’amnistia con la possibilità di restare a Gaza o andare via, Hamas perderebbe qualsiasi ruolo nella Striscia di Gaza.

Ad  amministrare ciò che resta ci sarà un comitato tecnico palestinese apolitico supervisionato da un organo internazionale  presieduto da Trump con membri tra cui Tony Blair  che Hamas ha già provveduto a  definire come “figura inaccettabile”.

Tony Blair, Primo Ministro del Regno Unito fino al 27 giugno 2007, è colui che  ha ricoperto, fino al 27 maggio 2015 l’incarico di inviato per la pace nel Quartetto per il Medio Oriente, su mandato di ONU, Unione europea, USA e Russia.  Nei giorni scorsi si era parlato di vederlo nel ruolo di governatore di Gaza ma così non sarà, ci sarà Donald Trump e lui gli sarà accanto.

Intanto la Global Sumud Flotilla, costituita da 42 navi e 532 partecipanti tra cui parlamentari e personaggi di fama mondiale, con una cinquantina di Italiani,  è  a meno di un centinaio di miglia dalle coste della Striscia di Gaza. Il suo arrivo è previsto  nella notte di mercoledì e giovedì mattina. D’altra parte Israele, che aveva annunciato che avrebbe fatto rispettare il blocco navale, si sta preparando per fermare il tutto in acque internazionali.

Dall’Italia il Presidente Mattarella:  “fermatevi non mettete a rischio la vostra incolumità“, mentre la Farnesina ha chiamato i parenti degli equipaggi  per dire che i partecipanti non sarebbero stati difesi “dagli attacchi di chicchessia”. 

Un’altra notte nelle imbarcazioni verso Gaza.

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Claudia Izzo Claudia Izzo

Claudia Izzo

Giornalista dal 2005, Direttore di salernonews24.it, fonda e dirige campanialife.it, cetaranotizie.com. Presidente dell’Associazione Culturale Contaminazioni è ideatrice e organizzatrice del Premio Nazionale Aristeia e di iniziative culturali sul territorio nazionale. Già membro della Commissione Cultura dell’Ordine dei Giornalisti della Regione Campania per il triennio 22/24, è attualmente membro del Consiglio di Disciplina Territoriale per il triennio 25/27 della Commissione Vigilanza. Docente di Giornalismo presso istituti scolastici. Ideatrice e conduttrice della rubrica Ex Libris sull’emittente RCS75. Già ghost writer per tre campagne elettorali, è ideatrice e curatrice del libro “La Primavera Fuori. 31 scritti al tempo del Coronavirus. (Il Pendolo di Foucault). Si occupa di comunicazione, storia, design e territorio.

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