Trump-Netanyahu, 21 punti dopo i “Carri di Gedeone”
D’altra parte, gli ostaggi israeliani, vivi e morti, in 48 ore saranno restituiti a Tel Aviv. Israele libererà carcerati e almeno mille gazawi arrestati dal 7 ottobre ad oggi. I membri di Hamas, abbandonate le armi, saranno esclusi da qualsiasi ruolo al Governo, potrebbero beneficiare dell’amnistia, se disposti ad una coesistenza pacifica e chi vorrà potrà emigrare verso altri Paesi. Gli aiuti umanitari non saranno gestiti da organizzazioni vicine ad Hamas o a Israele, ma dall’Onu, dalla Mezzaluna Rossa.
Il piano di Trump dovrebbe riportare la pace, ricostruire la Striscia, aprire alla nascita dello Stato palestinese. Ma dopo tanto orrore e disumanità è difficile credere al “vissero tutti felici e contenti”. Il genocidio perpetrato da Israele è frutto di quel lucido disegno israeliano di vecchissima data, a cui è stato dato il nome di “Operazione Carri di Gedeone”, tanto per restare in tema di genocidio, questo infatti andrebbe a togliere qualsiasi dubbio al termine da usare, con utilizzo di carri armati, soldati e raid dell’Idf con l’obiettivo, raggiunto, di conquistare Gaza, mantenere il territorio, dar vita all’esodo dei palestinesi verso il Sud della Striscia di Gaza, distruggere Hamas ed impedire il loro controllo delle forniture degli aiuti umanitari.
La strage dei nostri giorni, infatti, richiama quella del racconto biblico che vede Gedeone, un giudice della Tribù di Manasse, macchiarsi, come Netanyahu, di una strage. Siamo nel 1200 AC, Gedeone, secondo il racconto biblico (libro dei Giudici ai capp. 6-8, testo contenuto nella Bibbia ebraica -Tanakh- e cristiana), viene chiamato da Dio per sconfiggere i Madianiti e gli Amaleciti, popoli “pagani” che avevano invaso Israele. Gedeone li sconfisse causandone la loro strage: uccise i civili, inseguì coloro che tentavano la fuga, demolì loro le case, non risparmiando nessuno.
Con un piccolo gruppo di soldati armati solo di torce e vasi di coccio, Gedeone sconfisse e massacrò i suoi nemici; l’episodio biblico dà il nome al genocidio dei nostri tempi simboleggiando la capacità di Dio di fare grandi cose con pochi mezzi, anche se i mezzi non mancano di certo all’Israele di oggi, capace di trucidare circa 66mila palestinesi dall’inizio del conflitto con 780mila civili su un milione che hanno abbandonato la città.
In un momento di tanto dolore, tra atrocità di ogni genere, da cattiva cristiana verrebbe da dire: “Dio non perdonare loro perché sanno cosa hanno fatto”…
Published by Guillaume Rouille (1518?-1589)
Public domain







