Al via il “Cilento Festival – Pollica” al Teatro Keys di Pioppi

Cinque location per la quinta edizione del “Cilento Festival – Pollica”. Pioppi, Pollica, Castellabate, Stella Cilento, Vallo della Lucania faranno da scenario a un cartellone di nove appuntamenti con il teatro che prenderà il via domani (ore 19.15) al Teatro Keys di Pioppi con Mario Brancaccio in “Due mariti per fortuna”, la pièce tratta dal romanzo di Jeorge Amado “Dona Flor e i suoi due mariti”.

La trama si dipana tra situazioni comiche e paradossali con un finale tutto dedicato ai sogni talvolta impossibili delle donne. Sempre a Pioppi il 28 settembre, sarà la volta di Edoardo Siravoche porta in scena il suo “Moby Dick”, la sfida raccontata da Melville tra il capitano Achab e la balena bianca. Un appassionante racconto di lotta, di ossessioni, di sfida dei limiti, dell’ignoto e del proprio destino. Ad ottobre da Pioppi si ci sposta a Vallo della Lucania, al Palazzo della Cultura dove il 2 con “Anima” un particolare racconto che trae spunto da una lettera degli studenti del liceo classico Parmenide in occasione di una manifestazione dedicata ad Enea e al tema dell’accoglienza dei profughi. In scena Amina di Mariella Marchetti, con Mario Brancaccio, Simona Esposito e le immagini di Amaranta Cirillo.

Il 4 ottobre Carlotta Proietti e Gianluigi Fogacci in “The prudes” di Antony Neilson con la traduzione di Natalia di Giammarco. Una commedia nella quale tra i protagonisti affiorano vecchie ruggini, cose non dette o comprese male, argomenti che feriscono entrambi, vacanze in Spagna in bianco, oppure banalità, come il cigolio d’una porta o il rumore dell’infradito, sufficienti per bloccare i loro approcci sessuali. Il 10 ottobre grande attesa per il premio “Ubu Saverio La Ruina in Italianesi”. Esiste una tragedia inaudita, rimossa dai libri di storia, consumata fino a qualche giorno fa a pochi chilometri dalle nostre case. Alla fine della Seconda guerra mondiale, migliaia di soldati e civili italiani rimangono intrappolati in Albania con l’avvento del regime dittatoriale, costretti a vivere in un clima di terrore e oggetto di periodiche e violente persecuzioni. Con l’accusa di attività sovversiva ai danni del regime la maggior parte viene condannata e poi rimpatriata in Italia. Donne e bambini vengono trattenuti e internati in campi di prigionia per la sola colpa di essere mogli e figli di italiani. Vivono in alloggi circondati da filo spinato, controllati dalla polizia segreta del regime, sottoposti a interrogatori, appelli quotidiani, lavori forzati e torture. In quei campi di prigionia rimangono quarant’anni, dimenticati. Come il “nostro” che vi nasce nel 1951 e vive quarant’anni nel mito del padre e dell’Italia che raggiunge nel 1991 a seguito della caduta del regime. Riconosciuti come profughi dallo Stato italiano, arrivano in Italia in 365, convinti di essere accolti come eroi, ma paradossalmente condannati ad essere italiani in Albania e albanesi in Italia.

Il 18 ottobre Alex Cedron porta sul palco “Bullet Catch”, di Rob Drummond per la regia di Massimiliano Cividati. Bullet Catch è uno spettacolo che combina magia, illusione e dramma psicologico. Durante la rappresentazione, il pubblico viene coinvolto attivamente, con uno spettatore scelto ogni sera per eseguire il leggendario e pericoloso trucco del Bullet Catch, il più pericoloso numero di magia mai realizzato, in cui un mago cattura con i denti un proiettile sparato da una pistola. Rosalba Di Girolamo e Enzo Attanasio saranno invece i protagonisti di “Chisciò e Panza”, previsto in calendario il 26 ottobre. E’ questo un viaggio dove si intrecciano guerra e pace, immaginazione e realtà, un viaggio interiore che invita gli spettatori a riflettere sull’importanza di individuare la propria missione di vita per costruire nel mondo. Si prosegue il 31 ottobre con “Infiniti mondi” scritto e diretto da Aurelio Gatti con Mario Brancaccio e Lucia Cinquegrana. Il primo novembre, Gino Auriuso, Stefano Sarcinelli e Ivano Falco, saliranno sul palco con “Di padre ce n’è uno solo?” di Riccardo Barbera. Un’indagine sociologica semiseria sulla paternità, un esperimento sociale che vede coinvolto il pubblico, che sarà stimolato a scoprire nuovi appellativi da dare ai padri, arricchendo così la classificazione e le caratteristiche che gli attribuiscono gli psicologi.

Si chiude il 2 novembre con Elena Arvigo in “Appunti per il futuro”, tratto da alcuni testi di Svetlana Aleksievich (“Una Battaglia persa”, “Preghiera per Chernobyl”, “La guerra non ha un volti di donna”, “Solo l’amore salva dall’ira”), di Anna Politkovskaja (“Un Piccolo angolo di inferno”, “Cecenia”, “Il disonore russo”), Marguerite Duras (“Quaderni della Guerra”, “Il Dolore”), Simone Weil (“Il libro del potere”), Wolf Bierman (“Otto Lezioni”) e alcune lettere e documenti. Appunti per il futuro è un coro di voci – e dalla trama dei ricordi emerge una nuova narrazione degli eventi – non storie di vincitori e vinti – di torti e ragioni ma dei sentimenti di chi racconta.

 

Carlo Pecoraro

Carlo Pecoraro

Giornalista professionista dal 2002. Nel corso della carriera ha collaborato con le principali testate locali del Gruppo L’Espresso ricoprendo per dieci anni, con contratto a tempo indeterminato, l’incarico di redattore per il quotidiano “la Città” di Salerno. Già collaboratore del settimanale “l’Avanti”. Consulente Scabec per il progetto ARCCA. In qualità di critico musicale ha collaborato con alcune riviste italiane specializzate in musica jazz. Ideatore della prima "Guida alla musica jazz in Italia". Nel 1998 ha pubblicato una monografia dedicata al contrabbassista Giovanni Tommaso. Per l’Enciclopedia Treccani, ha curato alcune voci del progetto Enciclopedia della Musica: 1900 - 2025 sotto la direzione scientifica di Ernesto Assante.

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