Scende in campo il “Campo largo”

di Giuseppe Moesch*

Non essendo più giovanissimo ho avuto modo di vivere più o meno direttamente lo svilupparsi della violenza nel nostro Paese culminata nel delirio delle BR.
All’epoca, dove un periodo di latitanza, la presa di coscienza dei sindacati, permise di ricacciare quei fanatici nel buio ideologico che li caratterizzava.
Non sono mancati in seguito altri periodi oscuri, ma mai e poi mai avrei potuto pensare che proprio la CGIL di Di Vittorio e di Lama, avrebbe favorito lo sviluppo dei nuovi estremisti.

Le immagini arrivate da tutte le città d’Italia, ci hanno proposto una visione da inferno dantesco, di giovani ignoranti e vecchi mestatori, che hanno pensato di risolvere i problemi incancreniti da oltre tremila anni in Palestina, distruggendo quello che capitava loro a tiro e ferendo molti rappresentanti delle forze dell’ordine.
L’espressione più autentica degli obiettivi del campo largo, ovvero la ripresa del potere a qualunque costo e senza alcuna reale proposta concreta, per mantenere le disgustose posizioni di privilegio perdute tre anni orsono, è sotto gli occhi di tutti.
Quello che forse non è chiaro è che solo degli irresponsabili affaristi e usurai possono scegliere di stare con i nuovi terroristi interni ed internazionali.

Le scelte di alcuni capi di Stato di riconoscere la Palestina come Stato che non c’è, è dettato dalla necessità di spostare sull’esterno i problemi politici che stanno vivendo all’interno dei loro Paesi, permettendogli forse solo la loro personale sopravvivenza.

Hamas è un gruppo di assassini terroristi e non può essere considerato rappresentante di alcun popolo; invece di riconoscere una finzione giuridica, dovrebbero fermare la follia di chi per interessi di bassa lega, appoggia quei seminatori di terrore e di morte.
Il non intervento su Hitler è costato oltre sessanta milioni di morti, e i campi di sterminio di Auschwitz, Dachau, Buchenwald visitati con schifosa ed inutile retorica da quegli stessi che oggi erano a capeggiare le piazze, sono solo cinica propaganda.

Sono certo che qualche buontempone vorrà prossimamente proporre il riconoscimento di Topolinia e di Paperopoli, mentre negli ospedali saranno medicati gli uomini che difendono i cittadini assaliti da fascisti con Kefiah e bandiere rosse, tra i vetri rotti e le botteghe svaligiate dagli eroici rappresentanti del campo largo.
Dietro le Br c’erano degli intellettuali, i cattivi maestri, il cui pensiero era aberrante ma aveva una parvenza di giustificazione iseologica; oggi c’è soltanto l’ambizione e gli affari

 

*già professore ordinario Università degli Studi di Salerno

Giuseppe Moesch Giuseppe Moesch

Giuseppe Moesch

Napoletano, già professore ordinario di Economia Applicata, prestato alla politica ed alle istituzioni nazionali ed internazionali, per le quali ha svolto incarichi e missioni viaggiando in quasi cinquanta Paesi attraversando l’umanità che li popola. Oggi propone le sue riflessioni scrivendo quando non riesce a capire quelle degli altri.

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