“Incontri sonori dal Sud” nella Chiesa di San Giorgio

Sabato 20 Settembre alle ore 20.00, nella Chiesa di San Giorgio di Salerno il concerto
dell’Orchestra Filarmonica Campana denominato Incontri Sonori dal Sud.

Con questo concerto ritorniamo nella splendida chiesa barocca di San Giorgio a Salerno per la parte
finale della stagione 2024/2025. Il programma è incentrato su compositori dell’area mediterranea
quali Nino Rota e Joaquin Turina ed un focus sull’argentino Astor Piazzolla.

Al centro
dell’impaginato l’esecuzione de “Le Quattro Stagioni di Buenos Aires” (Cuatro Estaciones Porteñas)
che sono una particolare raccolta di tanghi composti da Astor Piazzolla per il suo piccolo ensemble
composto da violino, pianoforte, chitarra elettrica, basso e bandoneón (in questo concerto eseguiti
nella trascrizione per violino solista e orchestra d’archi).

Il titolo evoca la composizione di Antonio Vivaldi, l’aggettivo “porteña” è lo specifico riferimento alla zona del porto di Buenos Aires dove ha origine il tango.

Ogni tango rappresenta una stagione ma non tutti e quattro sono stati scritti nello stesso periodo. Il primo brano è l’Estate (Verano Porteño), scritto nel 1965 per per accompagnare l’opera teatrale di Alberto Rodriguez Muñoz “Melenita de Oro”; l’Autunno (Otoño Porteño) è del 1969, l’Inverno (Invierno Porteño) e la Primavera (Primavera Porteña) sono del 1970. Nel 1998, sei anni dopo la morte di Piazzolla, questi quattro brani diventano una specie di suite per violino solista
e orchestra d’archi ad opera di Leonid Desyatnikov che aderisce ad una richiesta del celebre violinista Gidon Kremer.

Desyatnikov non si limita ad una semplice trascrizione della musica di Piazzolla, aggiunge citazioni dalle Stagioni di Vivaldi, cadenze per il violino solista e per il primo violoncello, fornisce anche indicazioni specifiche per mantenere alcuni effetti speciali ideati da Piazzolla per compensare la mancanza di percussioni nel suo quintetto, come, ad esempio, percuotere la parte posteriore del contrabbasso o strofinare il ponticello del violino per imitare il suono del
“Guiro”.

Inoltre, per tener conto della posizione di Buenos Aires nell’emisfero opposto rispetto a Venezia, inverte i riferimenti stagionali: cita l’Inverno di Vivaldi nell’Estate di Piazzolla, viceversa con l’Estate e in modo simile scambia Autunno e Primavera. La musica non ha molta attinenza con le stagioni reali, come in Vivaldi; il lavoro di Leonid Desyatnikov si traduce in un assortimento pittoresco di effetti per archi, di armonie e di frammenti melodici dei tanghi tradizionali degli anni ’30, sincopi e dissonanze; la conclusione dell’Inverno è una citazione del Canone di Pachelbel.

Redazione Salernonews24

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