E’ morto Robert Redford, indimenticabile Gatsby
di Clotilde Baccari-
“Un principe biondo con una interiorità molto più cupa”, così Sydney Pollack amava definire Robert Redford che silenziosamente si è spento all’età di 89 anni. Attore, regista, produttore cinematografico statunitense è entrato nei cuori di tutti rimanendo sempre “un perfetto ragazzo americano”.
E’ stato uno dei più grandi attori di sempre, una leggenda di Hollywood, in lui c’era fascino, talento e impegno civile.
Lo ricordiamo come promotore e pioniere di quel risanamento del cinema americano degli anni ’70 in quanto sostenitore della corrente cinematografica detta “New Hollywood” che prestava attenzione alle giovani generazioni attraverso contenuti sociali, percorsi narrati più vibranti e tecnologie veloci e capaci di raggiungere e coinvolgere empaticamente fruitori, lasciando alle spalle la “boriosa esaltazione di divi sempre uguali”.
Già ne “La caccia” del 1965 con la regia di Arthur Penn, ne ” Il candidato” e ne “I tre giorni del condor”, Redford cercava di raccogliere le istanze di un’America in crisi, rivendicando il ritorno alla natura e optando per scelte e storie di vita lontane dalla dispersiva caotica e fagocitante realtà urbana e da una società estremamente industrializzata.
“Corvo rosso non avrà il mio scalpo”, “La mia Africa” e “L’uomo che sussurrava ai cavalli”, fino a “Il migliore” in cui il protagonista pone come centrale richiamo ambientalista un campo di grado per giocare a baseball, narrazione tutta intrisa di grande nostalgia per un mondo carico di valori; anche il suo essere gangester nel “Grande Gasby”, il protagonista manifesta un malinconico romanticismo.
Nei films Redford riporta la quotidianità dell’uomo comune, i suoi sentimenti e la sua umanità insieme alle sue riflessioni. Frequenti sono i riferimenti al tema della giustizia, ai diseredati, al mondo del lavoro, temi questi che si colorano di uno spontaneo e sentito umanesimo democratico.
Chi non ricorda il film “Tutti gli uomini del Presidente” in cui il protagonista viene calato nel mondo degli scandali politici. Temi sociali, rivendicazioni liberali e istanze ecologiche sono i contenuti narrativi del film “In mezzo scorre il fiume” con Brad Pitt.
Eleganza, bellezza, classe, sono le note del “Grande Gasby”, de “La stangata”, de “I signori della truffa” in cui l’interpretazione di Redford fa di lui una leggenda vivente.
“Gente comune” con le tematiche relative allo scontro generazionale lo avvicina al pubblico di ogni età, ripercorrendo le rivendicazioni avanzate in quegli anni dalle rivolte giovanili. Un uomo, un artista, un regista, un perfetto interprete è stato Robert Redford. Di lui rimarrà sicuramente in tutti noi il messaggio che nel film “La mia Africa”, un capolavoro di immagini, parole e musica, è giunto al pubblico: la necessità e l’urgenza di vivere la vita pienamente nella sua bellezza, senza cedere alla sopravvivenza.
Ken Dare, Los Angeles Times.Creative Commons Attribution 4.0






