“Bartolo Longo, un santo per l’oggi”, dedicato al Fondatore del Santuario di Pompei
Nato dalla collaborazione editoriale tra le Edizioni del Santuario di Pompei e Francesco D’Amato editore, sarà in libreria a inizio ottobre con la prefazione del Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità Leone XIV, il libro Bartolo Longo, un santo per l’oggi, un libro che il giornalista Angelo Scelzo, fino al 2016 vicedirettore della Sala Stampa della Santa Sede ed editoralista di Avvenire e de Il Mattino, ha dedicato al Fondatore del Santuario di Pompei, delle Opere di Carità e della stessa nuova città mariana.
A pochi giorni dalla canonizzazione di Longo, che papa Leone XIV presiederà in piazza San Pietro il 19 ottobre, Scelzo propone un’antologia ragionata intorno all’azione del santo e contemporaneamente allo sviluppo di una città modellata dal suo intuito e da una genialità posta al servizio della costruzione di una comunità concreta.
Tutto è partito dall’orizzonte, apparso all’inizio lontano e quasi etereo di un Santuario, ma che una volta realizzato, ha reso necessario che alla casa di preghiera si affiancasse il tessuto urbano di un centro dove potesse svolgersi il corso ordinario della vita quotidiana. Un atto di fede e, come conseguenza, l’assunzione di una responsabilità civile. Non un doppio binario nella nascita della città, ma la traccia sicura di una laicità capace di fare il suo corso senza però tradire le premesse e il certificato d’origine della “Nuova Pompei”.
Il libro di Scelzo, da 40 anni direttore de Il Rosario e la Nuova Pompei, il periodico fondato dal nuovo santo, non è una biografia, pur raccontando i tratti salienti della vita e dell’opera di San Bartolo, ma un rapporto su Longo e sul suo capolavoro Pompei.
Per l’ampiezza dei temi trattati, sull’uno e l’altro fronte, si può forse parlare di una sorta di documento complessivo: un vademecum per orientarsi a ripercorrere, oggi, alla luce della canonizzazione del fondatore, la storia antica e quella aggiornata, di una città, anzi di una vicenda, chiamata infine “Nuova Pompei”.






