Preso il killer di Charlie Kirk, l’attivista americano
di Sergio Del Vecchio-
Il presunto killer dell’attivista americano 31enne, Charlie Kirk, ha finalmente un volto: si tratterebbe di Tyler Robinson, ventiduenne residente nello Utah. Robinson è il maggiore di tre fratelli, la famiglia è di fede mormone, il padre è proprietario di un’azienda di installazione di piani di lavoro e mobili per cucine, la madre è un’assistente sociale.
Il giro delle confessioni è stato lungo ma efficace: Tyler Robinson avrebbe detto tutto al padre, che a sua volta avrebbe contattato un amico di famiglia che ha informato la polizia.
Preso in custodia dalle 23 di ieri, 6 ora italiana, l’uomo era nei pressi del parco Nazionale di Zion. L’ipotesi è che si sia trattato di un gesto premeditato, “Kirk era pieno di odio e diffondeva odio” avrebbe affermato un familiare.
Per l’identificazione del killer è stata utilizzata una tecnologia di riconoscimento facciale e a dar ulteriore prova, le telecamere di sorveglianza hanno riscontrato nelle immagini alcuni oggetti trovati indosso al giovane.
Inquietanti gli slogan incisi sui proiettili “Bella ciao, bella ciao ciao ciao”, “Ehi fascista! Prendilo!” “Se leggi questo, sei gay LMAO”, acronimo di “Laughing My Ass Off” (Mi sto facendo una risata a crepapelle, ndr).
Elementi sempre più raccapriccianti vedono la luce in questo omicidio: il coinquilino di Tyler Robinson ha mostrato lo scambio di messaggi tra quest’ultimo ed un account registrato con il nome “Tyler”, sull’app di messaggistica Discord. Da questo emerge tutto il piano per uccidere Kirk: il fucile da recuperare, il lasciarlo in un cespuglio avvolto in un asciugamano, il sorvegliare l’area in cui veniva lasciato. Secondo quanto sta emergendo, Robinson non era nuovo alle armi, le maneggiava fin da piccolo, esiste infatti una foto che lo ritrarrebbe con una mitragliatrice.
Taylor era uno studente brillante: la madre sui social aveva pubblicato la lettera con cui veniva comunicato che al figlio era appena stata assegnata una borsa di studio nazionale di 32.000 dollari per la Utah State University.
Ancora troppi gli aspetti da chiarire in questa ennesima vicenda di sangue che ancora una volta ci mostra il lato oscuro di quello che una volta era il sogno americano e che appare più come un macabro incubo.







