Fino al 1 settembre Meta Work, la mostra di Pistoletto

di Mariapia Vecchione-
La Reggia di Caserta accoglie Meta Work, la mostra prorogata fino al 1 settembre che racchiude il linguaggio  artistico di Michelangelo Pistoletto, voce italiana dell’Arte Povera e maestro di un ideale espressivo comunitario.
È così che l’esposizione artistica, significativa ed esperenziale, riempie le stanze del palazzo reale più grande d’Europa e del mondo, offrendo la possibilità ai visitatori di godere delle ricreazioni artistiche fino al 1 settembre, confermandosi per oltre sette mesi la più longeva mostra della Campania.
L’obiettivo del Maestro Pistoletto era ricreare un punto di sutura fra la visione estetica e quella sociale, offrendo una partecipazione sentita e che coinvolgesse intimamente il pubblico.
La rassegna artistica, prodotta da Opera Laboratori nelle sale della Gran Galleria, è un’esperienza immersiva non solo per adulti, ma anche per i più piccoli, che attraverso laboratori creativi sono stimolati dal gioco ai principi fondamentali del quotidiano e dell’umanità.
Sono oltre sessanta le opere che Michelangelo Pistoletto espone per la mostra Metawork, un titolo anch’esso emblematico che sintetizza il titolo scelto all’opera presentata per la prima volta nell’ambito della stessa esposizione: Metawork-United Portraits, sintesi di otto volti di cittadini di Cittadellarte ritratti in fotografia, i quali si fondono attraverso un programma d’intelligenza artificiale utilizzato dall’artista biellese. Un viaggio fra “metamorfosi” e “interconnessione” che prescinde dai confini tracciati nel mondo, quello scelto da Michelangelo Pistoletto e che mira ad una spiritualità catturata dall’arte.
“Una mostra importante che nella sua molteplicità valorizza più temi coerenti alla nostra missione museale – dichiara Tiziana Maffei, curatore della mostra e direttore della Reggia di Caserta – Il filo rosso è con Terrae Motus che riporta costantemente la Reggia sui passi della contemporaneità con gli artisti coinvolti, al tempo, nell’operazione. L’attenzione al dialogo e all’arte – in questo luogo che è lo spazio di una diplomazia internazionale fondata sul confronto culturale, la circolazione di idee e di riflessioni, di sperimentazione e innovazione – trovano qui un riferimento persistente. Infine è un omaggio metaforico al lavoro che con impegno la Reggia porta avanti sprigionando quotidianamente energia tecnica creativa materiale. Ringrazio il Maestro Michelangelo Pistoletto e i diversi attori di questa operazione per aver colto l’invito della Reggia. Lo spazio della Gran Galleria continua così il proprio viaggio nella costruzione di contenuti ampliando la propria offerta culturale in un ricco sistema di relazioni”.
In un tempo di conflittualità e sofferenze, disunioni e abbandono dei popoli, l’arte di Pistoletto è unione di dialogo e scambio, l’opera presente nella rassegna “Il tempo del giudizio” unisce le simbologie religiose: cristianesimo, islamismo, ebraismo e buddismo, un inginocchiatoio ed un tappeto da preghiera, ma anche una statua di un Budda, tutto disposto dinanzi ad uno specchio.
Ma la mostra scardina anche le diversità estetiche: nasce nel 2020 ed è esposta nelle sale di Caserta la serie Messa a nudo, una moltitudine di tipi umani privi di vestiti, scelti dall’artista per comunicare che non esiste diversità religiosa, etica o culturale.
Metawork si trasforma in un percorso significativo per lo spettatore, è l’istallazione in semplice cartone a costituire il concetto emblema dell’Arte Povera: l’opera il Labirinto presentata dal maestro Pistoletto per la prima volta nel 1969 ad Amsterdam nel museo di Boymanns racchiude il profondo significato mitologico ma anche il racconto di una sofferenza umana, come dichiara il maestro contemporaneo nel 2011:
 “Il labirinto è un luogo fortemente simbolico. La leggenda del Minotauro sta a indicare il mostro che vive dentro di noi e la possibilità che tutti noi, in un certo momento delle nostre vite private o della nostra vita collettiva, saremo costretti ad affrontare noi stessi. Il mio labirinto è fatto di cartone corrugato, un materiale flessibile che gli permette di assumere qualsiasi forma e di adattarsi a qualsiasi spazio. In un certo senso è come lo specchio che accoglie qualsiasi immagine. Si presenta come un elemento fisico che è allo stesso tempo fortemente legato all’immaginazione”.
Mariapia Vecchione Mariapia Vecchione

Mariapia Vecchione

Mariapia Vecchione su SalernoNews24 accompagna il lettore alla scoperta di una realtà autentica, critica e audace. La sua formazione umanistica permette al suo sguardo di ricercare inestimabili meraviglie. Appassionata di arte contemporanea, fotografia, food&wine e viaggi, ma consapevole che “il viaggio più lungo è il viaggio interiore” (D. Hammarskjöld)

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