Il Venerdì rileggiamo Poesia: Franco Arminio e la notte di Cirella
di Graziella di Grezia-
C’è un poeta che gira l’Italia con le tasche piene di versi e la testa piena di paesi che si spopolano.
Franco Arminio lo conosciamo in tanti, un poeta che ama presentarsi come un paesologo, che gira l’ italia interna con lo scopo di diffondere poesia e senso di sé, di riprendere l’ amore e il gusto della poesia, ricordando i tempi di scuola e i tempi di famiglia, in cui il dialetto dei nonni abitava le case di infanzia.
Sabato scorso Franco ha portato la sua “farmacia poetica” tra le mura antiche del Monastero dei Minimi a Cirella, frazione di Diamante, luogo di villeggiatura molto amato nella provincia di Cosenza.
Arminio ha letto, coinvolto, commosso. Ha fatto recitare poesie in dialetto a chi non lo parlava da anni.
Ha ricordato Bisaccia, il suo paese in Irpinia, dove suo padre gestiva il ristorante “Il Grillo d’Oro” e sua madre, malata di cuore, faceva la spola con un medico di Avellino.
Ha parlato di paesi che si svuotano, di case che crollano, di storie che nessuno racconta più.
E poi ha condiviso le sue “cartoline dei morti”, quelle poesie che scrive per chi non c’è più, perché – dice – “i morti hanno bisogno di posta, non di preghiere”.
Oggi desidero riproporvi tre liriche di Franco Arminio, per chi lo conosce e anche per chi si è avvicinato alla sua poesia da poco:
—
Pensa che si muore
e che prima di morire
tutti hanno diritto
a un attimo di bene.
Ascolta con clemenza.
Guarda con ammirazione
le volpi, le poiane,
il vento, il grano…
Tratto da : Cedi la strada agli alberi
Anno: 2016
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Prendi un angolo del tuo paese
e fallo sacro,
vai a fargli visita
prima di partire
e quando torni.
Tratto da: Cedi la strada agli alberi
Anno: 2016
—-
Guarda dentro
e guarda fuori,
guardare è una culla.
Tratto da: La cura dello sguardo – Nuova farmacia poetica
Anno: 2020
Arminio non è solo un poeta. Nato come maestro elementare, é un testimone, un uomo che tiene vivi i paesi morenti con le parole.
Perché la sua poesia è veritá senza fronzoli. Perché, come dice lui, “scrivere è l’unico modo per non morire del tutto”.
Graziella di Grezia
PS: Se passate da Bisaccia, fermatevi al Grillo d’Oro. Chiedete di Franco. Qualcuno vi racconterà di quel poeta che se ne è andato, ma ogni tanto torna, per misurare quanto il paese si sia ristretto.







