Il Venerdì… Rileggiamo Poesia “madre paziente dal cuore infinito”
di Graziella Di Grezia-
Questa settimana abbiamo scelto una poesia che nasce da un momento corale, ma risuona con una voce solitaria e potente.
Durante l’incontro “Terra Terra”, rassegna ideata da Giuseppe Vetromile del Circolo Letterario Anastasiano e me, Grazyella, ospitata presso l’Associazione di Promozione Sociale Terra Terra di Carmela Cecere ad Avellino, si sono susseguite tante voci poetiche.
Ma quella che ha colpito in modo particolare il pubblico è stata una voce giovane, autentica, inattesa: Lycio Vecchione, 11 anni, che ha scritto una poesia che ha toccato il cuore dei presenti per la sua forza semplice e il suo respiro profondo.
Lycio, che ha appena concluso la quinta elementare, è un bambino curioso e vivace, appassionato di dinosauri e già dedito a inventare storie, anche di fantascienza.
Suona il pianoforte, osserva il mondo, e questa volta ha scelto di raccontarlo con i versi.
Il componimento che presentiamo oggi non è frutto di suggerimenti esterni o rielaborazioni artificiali: è stato scritto da lui, in pochi minuti, con una sorprendente lucidità poetica.
Ne è la prova anche la verifica effettuata tramite intelligenza artificiale, che ha escluso ogni forma di copia.
Si tratta dunque di una produzione originale, sentita, personale. Una poesia che è stata amata da tutti, accolta con stupore e commozione.
In un’intervista immaginaria, potremmo chiedergli: «Che cos’è per te la Terra?» E leggendo i suoi versi, capiremmo che per Lycio la Terra non è un concetto astratto o un insieme di fenomeni scientifici, ma una madre che respira, che sente, che subisce e perdona.
Lo sguardo del bambino si posa sul mondo con una sincerità disarmante: non c’è retorica, ma una lucidità gentile, una forma di compassione consapevole che troppo spesso manca negli adulti.
E proprio per questo questa poesia non è un “esperimento” ma un gesto poetico compiuto.
E quando durante la calda estate ci chiediamo cosa possiamo far fare ai nostri bambini, la mia risposta è: FARE POESIA.
E ora leggiamo…rileggiamo “Custode del nostro respiro” di Lycio Vecchione
Custode del nostro respiro
Terra che respiri nel silenzio antico,
madre paziente dal cuore infinito,
ci doni sentieri, radici e confini,
e un cielo che danza tra luci e destini.
Terra che respiri nel silenzio antico,
madre paziente dal cuore infinito,
ci doni sentieri, radici e confini,
e un cielo che danza tra luci e destini.
Hai il sangue nei fiumi che scorrono lenti,
i polmoni nei boschi, nei rami frementi,
la pelle nei prati, negli scogli del mare,
la voce del vento che sa raccontare.
Ti calpestiamo senza pensarti,
ti sfruttiamo, ti rompi, ma resti a guardarci.
Ogni tuo fiore che nasce e si spegne
è un grido sommesso, una preghiera che tiene.
Lycio Vecchione







