La Foca Monaca in Campania, ne parliamo con esperti
- MareNews24
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Mariapia Vecchione
- Luglio 29, 2025
di Mariapia Vecchione-
Fra le incantevoli coste della Campania, nel cuore del Mar Mediterraneo, sono stati diversi e notevoli gli avvistamenti della foca monaca. La Monachus Monachus che abita il Mediterraneo è ormai fra le più minacciate delle specie e i frequenti avvistamenti registrati dallo scorso aprile ad oggi, divengono significativi per ricercatori e studiosi.
L’evento dello scorso 16 luglio 2025 presso Piazzale Marinai d’Italia a Foro d’Ischia (NA), ha voluto trasmettere l’urgente messaggio della comunità scientifica: in caso di avvistamenti della foca monaca è necessario adottare un comportamento adeguato, ma anche segnalare agli organi competenti quanto appurato nelle acque del mediterraneo.
La conferenza dedicata alla specie Monachus Monachusè il risultato del progetto europeo Life Sea.Net, coordinato da Legambiente, a cui seguono le collaborazioni dei partner ISPRA, AMP Regno di Nettuno e AMP Punta Campanella.
Un’incontro che unisce gli studiosi al fine di proteggere e salvaguardare la foca monaca, in particolare rivolgendosi agli operatori economici del mare quali pescatori e società di charter nautico che operano nel turismo.
I recenti avvistamenti della Monachus hanno interessato aree balneabili della costa napoletana quali Punta Campanella, Capri, Ischia, ma anche la costa Cilentana.
Per uno sguardo più consapevole del fenomeno e delle sue conseguenze, chiediamo delucidazioni alla Dottoressa Federica Barbera, responsabile dell’ufficio aree protette e biodiversità di Legambiente:
Gli avvistamenti sempre più frequenti sulle coste della Campania, in piena stagione estiva, come vengono gestiti per la salvaguardia della specie?
“I recenti avvistamenti della foca monaca, circa una decina negli ultimi mesi, rappresentano un segnale positivo per la conservazione di una specie considerata tra le più minacciate al mondo. È importante quindi, mettere in campo un approccio scientifico e coordinato che possa tradursi in strategie concrete per la conservazione della specie nel lungo termine. Grazie ai dati scientifici raccolti e analizzati da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), infatti, possiamo comprendere meglio le esigenze ecologiche della foca monaca e valutare lo stato delle popolazioni presenti nel Mediterraneo. Su questa base, inoltre, le Aree Marine Protette sono in grado di sviluppare misure efficaci di tutela, come la regolamentazione delle attività umane nei siti sensibili (pesca, turismo, traffico nautico) e di promuovere campagne di sensibilizzazione per la cittadinanza, indicando le buone regole di comportamento da tenere in caso di un fortunato incontro in mare.”
L’inquinamento del mar Mediterraneo preoccupa quotidianamente l’umanità, ma le prospettive future sono angoscianti: la specie della foca monaca in che modo risente del fenomeno? E quali le conseguenze?
“Sebbene il Mar Mediterraneo sia uno dei più importanti hotspot di biodiversità al mondo, questa purtroppo è anche una delle regioni maggiormente impattata dall’inquinamento, e soprattutto dalla presenza di plastiche e microplastiche. I rifiuti marini costituiscono una grave minaccia per moltissime specie marine, dalla foca monaca alle tartarughe, dai cetacei agli uccelli. Il pericolo, infatti, è che gli animali ingeriscano frammenti di plastica scambiandola per cibo, con il rischio di ostruzione o avvelenamento da sostanze tossiche, o che rimangano intrappolate nei rifiuti come le reti pesca abbandonate o perse in mare. È fondamentale quindi ridurre l’uso di plastica monouso, promuovere il riciclo e la corretta gestione dei rifiuti e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto dell’inquinamento sulla vita marina e sull’ambiente.”
La Dottoressa e Ricercatrice Giulia Mo, dal Dipartimento per il Monitoraggio e Tutela dell’Ambiente e per la conservazione della Biodiversità ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) chiarisce ulteriormente i temi trattati durante la conferenza:
La Monachus Monachus, perché una specie sempre più rara?
“Fino agli anni Settanta dello scorso secolo, sopravviveva in piccoli gruppi lungo le nostre coste, per poi ridursi ulteriormente ed essere considerata scomparsa da un punto di vista di frequentazione di costiera stabile e con attività riproduttive. Le cause principali che hanno portato alla riduzione e scomparsa sono attribuite principalmente all’uccisione volontaria da parte dell’uomo ed alla cattura accidentale con alcuni attrezzi da pesca. Ma anche per via del disturbo ripetuto dovuto all’avvicinamento umano eccessivo rispetto ai luoghi dove riposa o dove si riproduce e cura i piccoli lungo la costa, che spinge gli animali ad abbandonare i siti a loro più idonei. Da non sottovalutare inoltre l’accumulo di inquinanti nei tessuti come riscontrato da alcuni studi scientifici.
A metà degli anni Novanta la specie era diventata talmente rara da essere stata classificata come “criticamente minacciata” dal rischio di estinzione, ma via via negli anni si è osservata una lenta ripresa del numero degli esemplari, soprattutto nel bacino orientale del Mediterraneo e ora, grazie pure agli sforzi messi in atto per la conservazione, stanno aumentando gli avvistamenti anche lungo le nostre coste.”
In questo momento le coste sono affollate dai turisti: in caso di avvicinamento alla costa di un esemplare della Monachus qual è il comportamento consigliato?
“Se incontriamo un esemplare di foca monaca in mare, la prima cosa da tenere presente è che l’animale non va assolutamente disturbato. Per cui se siamo in barca è necessario ridurre al minimo la velocità e mantenere una distanza di 50 m, senza ostacolare il percorso dell’ animale ed evitando rumori e scoppi di voce che potrebbero creargli un grande stress. Chiamate subito la capitaneria di porto al 1530 e segnalate l’avvistamento all’ indirizzo email
focamonaca@isprambiente.it e alla AMP più vicina. Le riprese video possono essere di grande aiuto ai ricercatori per ricavare informazioni sul singolo esemplare e sul suo comportamento. Se l’incontro avviene durante una nuotata o un’immersione, è consigliato allontanarsi lentamente dall’animale.
Ricordiamo inoltre che la foca monaca è una specie rigorosamente protetta da leggi nazionali ed internazionali e che ne è vietata l’uccisione e la caccia ma anche infastidirla.”
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