Il Maestro Gergiev, filo Putin, “non è gradito” in Campania
i Claudia Izzo-
Tutto era pronto e le associazioni di ucraini in Italia, acquistati i biglietti delle prime file del concerto, erano pronte a far sentir tutto il loro dissenso nei confronti del direttore d’orchestra filo- Putin.
Parliamo del concerto sinfonico diretto dal maestro Valery Gergiev, previsto per il prossimo 27 Luglio nel cortile della Reggia di Caserta, nell’ambito della rassegna Un’Estate da Re annullato dalla Direzione della Reggia.
Il caso era rimbalzato alla cronaca per le posizioni filo Putin del maestro Gergiev, invitato dalla Regione Campania.
Favorevole alla decisione dell’annullamento del concerto il Ministro della Cultura Alessandro Giuli perchè se “l’arte è libera e non può essere censurata”, “la propaganda, anche se fatta con talento è un’altra cosa”. Insomma per il Ministro con il concerto sarebbe passato un messaggio sbagliato, mentre Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania ha sottolineato fino alla notizia dell’annullamento la sua volontà di confermare il concerto e nella sua consueta diretta Facebook fa un intervento sul caso: “Abbiamo sempre coinvolto artisti di tutte le nazionalità anche in conflitto tra loro. Mentre noi combattevamo per il cessate il fuoco, tutti zitti. Nessuno di quelli che oggi parlano era presente o ha mosso un dito. L’Europa è assente. Ma la cosa incredibile è che, mentre ci si turba per un concerto d’orchestra, ogni giorno a gaza muoiono da 70 a 120 bambini , e nessuno dice niente…Noi non alimentiamo le sorgenti dell’odio. Non attribuiamo agli artisti le responsabilità politiche dei governi da cui provengono. Questo vale anche per l’israeliano Daniel Oren che dirigerà La Traviata alla Reggia di Caserta. Non è che attribuiamo a Oren la responsabilità del genocidio messo in atto dal Governo Israeliano a Gaza”.
Ma Gargiev non dirige in Italia proprio dal febbraio 2022, notte della sua ultima esibizione al Teatro alla Scala di Milano, mentre la Russia invadeva l’Ucraina, per non aver condannato tale invasione, così come non ha diretto più alla Carnagie Hall di New York, alla Wuener Philharmoniker di Vienna, alla Filarmonica di Monaco.
Da stamane, quando si è saputo del concerto cancellato dal cartellone, girano notizie dall’ambasciata russa che ha fatto sapere che «Sarà l’Italia, e non la Russia, a subire un danno per la cancellazione del concerto di Valery Gergiev a Caserta» e «sarà inflitto un danno all’Italia stessa, che in questo modo mina la propria autorità e dà motivo di dubitare dell’ospitalità e dell’apertura verso tutti coloro che con il proprio talento, professionalità e sincerità portano nel mondo il bello e l’eterno».
Ricordiamo che contro questo concerto ha fatto sentire chiara la sua voce la vedova di Navalny , a capo del partito Russia del Futuro e presidente della Coalizione Democratica , morto nella colonia penale e regime speciale di Kharp, dove era rinchiuso e sono state scritte inoltre scritte due lettere al Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen e a Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania da parte di Premi Nobel, direttori d’orchestra appartenenti al mondo della cultura mentre 16mila firme sono arrivate a corredo di un petizione on line per dire no al direttore filo-Putin in Campania.
E no fu.







