La vedova di Navalny fa arrivare la sua voce in Campania
di Claudia Izzo-
Lei è Julija Borisovna Abrosimova, vedova Naval’naja, economista russa di spicco, classe’76. E’ la first lady dell’opposizione russa al Presidente Putin dopo la morte del marito, Aleksej Naval’nyj, a capo del partito Russia del Futuro e presidente della Coalizione Democratica, fondatore della Fondazione Anti-corruzione, morto nella colonia penale a regime speciale di Kharp, nella regione artica di Yamalo-Nenets, dove era rinchiuso.
E’ lei ad essere indicata come potenziale leader di tutta la dissidenza ed è lei a far sentire la sua voce contro la venuta in Italia di Valerij Abisalovič Gergiev, direttore d’orchestra russo con cittadinanza olandese dal 1991, che il 27 Luglio è di scena alla Reggia di Caserta, palcoscenico della IX edizione di “Un’estate da Re”, manifestazione finanziata dalla Regione Campania.
Il direttore d’orchestra in questione è per lady Naval’naja un «caro amico di Vladimir Putin» o un suo sostenitore, «ma anche un promotore della politica criminale di Putin, suo complice e fiancheggiatore», che infatti già dal 24 febbraio 2022 non dirige in Italia. Fu quella la notte della sua ultima esibizione al Teatro alla Scala di Milano, fu quella la notte in cui il mondo tremò, mentre la Russia invadeva l’Ucraina. Proprio per non aver condannato tale invasione Gergiev fu allontanato dalla direzione dell’orchestra della Scala, dalla Carnegie Hall di New York, dalla Wiener Philharmoniker di Vienna, dalla Filarmonica di Monaco…
Valerij Abisalovič Gergiev, sembra da allora rivestire, secondo la vedova Naval’naja un ruolo netto rilevante di “ambasciatore culturale” del Presidente russo, nella politica “di normalizzazione”, per far uscire la Russia dall’isolamento internazionale. Una politica che ridarebbe alla Russia una verginità mai avuta.
Julija Naval’naja va dritto: la politica di normalizzazione serve, come scrive in una lettera indirizzata a La Repubblica, “liberare Putin e il suo entourage dalla responsabilità dei loro crimini. Per la guerra in Ucraina. Per l’omicidio di mio marito. Per le centinaia di migliaia di prigionieri politici che si trovano nelle carceri russe in questo momento. Per le vite spezzate di milioni di persone in Russia e Ucraina. E in questo contesto il concerto di Caserta è un primo assaggio, un pallone sonda. Ma è molto importante: non è un caso che tutti i media di propaganda del Cremlino oggi facciano a gara per elogiare la dirigenza della regione Campania per aver invitato l’amico di Putin a esibirsi a “Un’Estate da Re”. Perdonatemi, ma se nel 2025 il Cremlino è contento di voi, allora state sicuramente sbagliando qualcosa».
Insomma dietro la direzione di un concerto ci sarebbe altro per cui “fingere che questo sia semplicemente un evento culturale in cui non c’è politica, che Valerij Gergiev sia semplicemente un grande artista, è ipocrisia».
Anche la Fondazione anticorruzione fondata dal compianto Navalny si era occupata di Gergiev pubblicando un’inchiesta in cui risultava che il direttore d’orchestra avesse stornato fondi destinati alla cultura e proventi di una fondazione benefica, utilizzandoli a scopi personali, con il benestare di Putin, grato per la sua lealtà.
Accanto alla coraggiosa Julija Naval’naja, si schiera la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, del Partito Democratico, ed originaria di Santa Maria Capua Vetere, paese vicino alla location dell’evento in questione, che ha chiesto a Vincenzo De Luca, Presidente della Regione ospitante, di evitare che “i soldi dei contribuenti finiscano nelle tasche di un fiancheggiatore di un regime criminale».







