Speciale Giffoni55: Giovanna Botteri e la libertà di espressione
di Claudia Izzo-
Durante la prima giornata del GFF55 è stato conferito il Premio Ercole a Giovanna Botteri, giornalista RAI inviata di guerra “per l’eleganza del pensiero e la forza della parola con cui ha raccontato il mondo con occhi liberi e profondi”. Consegnato il Premio, il direttore Claudio Gubitosi ha aggiunto: “Ercole ha fatto 12 fatiche, tu qualcuna in più”.
Quindici le domande rivolte alla giornalista triestina che con il suo stile lucido e appassionato ha delineato un quadro della situazione attuale su ciò che riguarda le guerre in atto ed il mondo in cui i media, italiani ed esteri, trattano l’argomento e la situazione in cui versa il mondo: le guerre in Palestina e Ucraina, e andando indietro la fine della ex Jugoslavia, la guerra in Iraq, i fatti del G8 di Genova, il Covid. Alla luce di tutte le tragedie che viviamo il messaggio che arriva è che l’unica risoluzione possibile è la costruzione di ponti: “Abbiamo il dovere morale di costruire ponti, trovare intese tra chi in questo momento si combatte. Questa dovrebbe essere la vocazione dell’Europa, non schierarsi con l’uno o con l’altro. Una soluzione c’è e ci sarà sempre. Quando finirà la guerra tra Ucraina e Russia, così quando si fermerà il conflitto in Medio Oriente, ci sarà un accordo. Ebbene, questo accordo bisogna trovarlo prima che ci siano milioni di morti”.
Sotto i riflettori il cambio di atteggiamento di Donald Trump nei confronti di Putin ad opera della moglie Melania.
“Nei paesi democratici credo sia rimessa in discussione per molte ragioni – risponde la giornalista – Innanzitutto perché la stampa libera è svincolata dai padroni. Ma i grandi gruppi editoriali nei paesi democratici possiedono la stampa”. .. “Credo che sulla Rai bisognerebbe fare una grande battaglia perché la Rai è nostra, è servizio pubblico. Se difendi il servizio pubblico difendi la tua libertà e il tuo diritto a un’informazione libera e pulita. Perché – ammette – in questo momento la stampa è nel mirino”.
Analitica e diretta Giovanna Botteri si sofferma sul ruolo del giornalista :Nei talk show non si intervistano neanche più i politici ma i giornalisti di destra e di sinistra. Ma questo non è il nostro mestiere! Noi dobbiamo cercare le notizie e raccontarle” e pur sottolineando l’importante ruolo dei social che “Hanno una funzione grandissima – afferma – La rivolta dei giovani in Iran non l’avremmo potuta conoscere senza” ma “La nostra missione di inviati e corrispondenti di guerre è stare nei posti dove accadono le cose, senza faziosità, ma per raccontare quello che succede”. Perché “chi mi legge, chi mi segue, ha il diritto di sapere quello che succede, senza propaganda né partigianeria. Io ho il compito di essere gli occhi e le orecchie di chi mi legge”. Dunque, “la differenza tra trenta, quaranta anni fa è questa: noi non ci siamo più nei posti per raccontare quello che succede”.







