L’Art Decò, tra i più importanti movimenti artistici del XX secolo.
Esattamente un secolo fa, nel 1925, a Parigi ebbe luogo la celebre Esposizione internazionale di arti decorative e industriali moderne (Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes) da realizzarsi agli inizi del ‘900 ma più volte rinviata a causa della Prima Guerra Mondiale.

Allestito nell’ampia area de Les Invalides, l’evento fu inaugurato il 28 Aprile, per concludersi nell’Ottobre dello stesso anno. Nelle sue linee guida, tale esposizione avrebbe accolto idee particolarmente innovative nell’ambito del design, dell’architettura e dell’arte in generale, rappresentando per tanti artisti, designer e architetti, il culmine di un nuovo stile manifestatosi già alla fine del XIX secolo e in particolare nel primo decennio del XX, che con l’Esposizione francese, adottava il temine di “Stile del 1925”.

Soltanto molti anni dopo, nel 1966, al “Musèe des Arts Décoratifs” di Parigi, esso prendeva il titolo “Art Decò”, sebbene, ancora oggi, alcuni storici dell’arte sono incerti sulla reale definizione di stile Decò. Il 29 Giugno 2025, si è conclusa a Milano, all’interno di Palazzo Reale, la Mostra che celebra i 100 anni dell’Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes di Parigi, con esposizioni al pubblico di numerosi esempi di arti decorative non solo italiane ma anche europee: dai quadri alle porcellane, le maioliche, gli arredi, l’oreficeria, arrivando fino ai manifesti pubblicitari e agli spezzoni cinematografici dell’epoca. La Mostra ha evidenziato lo spirito del movimento ripercorrendo l’evoluzione storico-culturale di un fenomeno artistico che ha trasformato ed evoluto fortemente arte, design e architettura.



Tutto ciò è stato sapientemente esposto nel Palazzo Reale, attraverso le numerose maioliche, le porcellane i dipinti e i manifesti pubblicitari. Alla base del movimento artistico-culturale c’è il quasi totale rifiuto del passato abbracciando una progettualità innovativa e originale che guarda solo al futuro promuovendo, dunque, la creatività artistica. In ambito del design l’Art Decò mescola, ad esempio, caratteristiche prettamente locali di un determinato luogo con elementi puramente moderni. Non di rado l’Art Decò viene spesso associata in qualche modo all’Art Nouveau, con non pochi errori di valutazione: di fatto, laddove l’Art Nouveau risulta, in linea generale, molto più elaborata dell’Art Decò, con costante connubio tra elementi naturali (come foglie, insetti e fiori) e oggetti moderni, l’Art Decò utilizza geometrie più nette, simmetrie nelle forme, rinnegando quasi totalmente le decorazioni sontuose. Un movimento, dunque, che si ispira nettamente all’evoluzione e al progresso tecnologico e all’industrializzazione che proprio in quegli anni prendeva sempre più piede. Si utilizzavano, inoltre, colori forti e, a volte, contrastanti, e fruendo di materiali anche innovativi per l’epoca: il legno, ma anche l’acciaio, la plastica e l’alluminio. Nell’ambito dell’arredamento, ritroviamo, ad esempio, mobili in materiali lignei (ad intarsio) come il palissandro o l’ebano trattati con lacca giapponese per una maggiore lucentezza dell’oggetto. Sul mobile stesso ritrovavamo impresso elementi geometrici ma anche forme floreali o animali accompagnati da materiali ulteriori come l’avorio o la madreperla. Altri materiali utilizzati erano la pelle di zebra o di squalo, in particolare per le sedute, accostate spesso anche con ulteriori materiali innovativi come l’acciaio inossidabile cromato. Numerosi oggetti come la radio o gli orologi venivano realizzati con un altro materiale particolare, la bachelite, particolarmente solido, durevole nel tempo, sempre lucido, assai difficile da scalfire. I colori adottati per l’oggettistica erano soprattutto il rosso, l’arancione o il bianco. Nel primo ventennio del ‘900, difficilmente, invece, si può individuare un preciso stile Decò nella pittura.

Erano, di fatto, presenti molti movimenti d’avanguardia (legati anche all’astrattismo) come il cubismo, l’espressionismo o il fauvismo; tutte queste correnti convergevano, tuttavia, su alcuni punti comuni (che si esplicano nell’Art Decò) come ad esempio la stilizzazione delle rappresentazioni con figure anche allungate alle quali si aggiunsero ulteriori espressioni artistiche legate alle pubblicità dell’epoca.


Tra gli artisti degni di nota ricordiamo il francese Jean Dupas o la polacca Tamara de Lempicka, Alberto Martini, Giò Ponti o ancora il francese Pierre-Paul Jouve, Attilio Selva.


In contrasto con le curve sinuose e morbide dell’Art Nouveau, inoltre, l’art Decò si esprimeva attraverso particolari linee a zigzag o a scacchiera accompagnate spesso dall’utilizzo di motivi a “V” o anche a “raggi solari”, questi ultimi utilizzati, ad esempio, per la guglia del grattacelo realizzato a New York tra il 1928 e il 1930, su progettazione dell’architetto William Van Halen.


Il grattacelo “Chrysler Building” risulta, infatti, un puro esempio di Art Decò in America: alto bel 319 metri e costituito da mattoni e acciaio, è al dodicesimo posto tra i palazzi più alti della città; iconica architettura modernista, i critici l’annoverano tra gli esempi più belli dello stile architettonico Art Decò. Sempre a New York un ulteriore esempio di architettura e design Decò è il “Radio City Music Hall”, un teatro realizzato dall’architetto Donald Deskey: collocato alla base del Rockefeller Center e inaugurato alla fine del 1932, è un ambiente polifunzionale che funge anche da cinema e luogo per concerti.



Al suo interno si rispecchiano puri esempi di linee Decò in particolare nella sala principale con un cromatismo che richiama un tramonto. Alla fine degli anni ’20 dello scorso secolo non solo negli Stati Uniti ma anche in Europa il linguaggio Decò è ben evidente in tante opere architettoniche: dalle lussuose ville borghesi, alle stazioni ferroviarie ma anche in numerosi palazzi pubblici. In conclusione l’Arte Decò ha lasciato una grande eredità culturale ed artistica influenzando numerosi movimenti stilistici e architettonici negli anni che precedono la Seconda Guerra Mondiale, ma anche nel periodo post bellico (anni ’50 e ’60). Forme geometriche dalle linee pulite e funzionali le ritroviamo, infatti, nel movimento artistico e di design del Bauhaus; le stesse linee pulite si riscontrano anche nel Mid-Century Modern degli anni ’50 o nello Streamline Moderne (più comunemente detto Art Moderne) degli anni ’30, con le sue geometrie curve e aereodinamiche, riscontrabili soprattutto negli edifici.








