Dignità di un professore

di Giuseppe Moesch*

L’8 ottobre 1931, il ministro Rocco, emanò la direttiva sul giuramento dei professori che cambiava profondamente il testo prodotto a suo tempo, nel 1923, da Giovanni Gentile, che lo aveva inserito nella sua riforma della scuola.

Il nuovo testo recitava:

“Giuro di essere fedele al Re, ai suoi Reali successori e al Regime Fascista, di osservare lealmente lo Statuto e le altre leggi dello Stato, di esercitare l’ufficio di insegnante e di adempiere tutti i doveri accademici col proposito di formare cittadini operosi, probi e devoti alla patria e al Regime Fascista. Giuro che non appartengo e non apparterrò ad associazioni o a partiti, la cui attività non si concili coi doveri del mio ufficio”.

Tra tutti i 1200 professori italiani che nel 1931 si trovarono a dover scegliere tra la propria coscienza e la pagnotta solamente i dodici sottoelencati scelsero la dignità del loro sentire.

Ernesto Buonaiuti: Storico del cristianesimo presso l’Università di Roma.
Mario Carrara: Antropologo criminale presso l’Università di Torino.
Gaetano De Sanctis: Storico antico presso l’Università di Roma.
Giorgio Errera: Chimico presso l’Università di Pavia.
Giorgio Levi Della Vida: Docente di Ebraico e lingue semitiche a Roma.
Fabio Luzzato: Giurista professore all’Università di Macerata
Piero Martinetti: Filosofo teoretico e morale presso l’Università di Milano.
Bartolo Nigrisoli: Chirurgo Ravenna dove l’insegnava di ostetricia, ortopedia e oculistica
Edoardo Ruffini Avondo: Giurista Università degli Studi di Perugia
Francesco Ruffini: Giurista Fu rettore dell’Università di Torino e Ministro della Giustizia
Lionello Venturi: Storico dell’arte presso l’Università di Torino.
Vito Volterra: Matematico e fisico presso l’Università di Roma.

In questi giorni interi Atenei, senza alcun obbligo ufficiale di regime, ma proni ai diktat di una sinistra che ha perso la bussola rinnegando i valori per cui tanti hanno dato la vita, hanno pronunciato la sentenza di ostracismo nei confronti di Università e Colleghi rei di essere ebrei.
Come professore Ordinario in quiescenza mi vergogno profondamente.

 

 

*già Professore Ordinario presso l’Università degli Studi di Salerno

 

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Giuseppe Moesch Giuseppe Moesch

Giuseppe Moesch

Napoletano, già professore ordinario di Economia Applicata, prestato alla politica ed alle istituzioni nazionali ed internazionali, per le quali ha svolto incarichi e missioni viaggiando in quasi cinquanta Paesi attraversando l’umanità che li popola. Oggi propone le sue riflessioni scrivendo quando non riesce a capire quelle degli altri.

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