Il Venerdì Ri…leggiamo Poesia “ero morta, ma continuavo a respirare”
di Graziella Di Grezia-
Questa settimana, per la rubrica “Ri…leggiamo poesia”, ho scelto una voce che raramente si incontra sui manuali scolastici ma che meriterebbe una collocazione privilegiata nella memoria collettiva: Amelia Rosselli.
Poetessa fuori da ogni schema, Rosselli scrive poesie come chi tenta di dare ordine a un dolore che non si fa afferrare, né spiegare.
“Improvvisamente” è una poesia necessaria. Come tutto ciò che riguarda questa donna che ha scritto in tre lingue, vissuto in tre paesi e portato addosso il lutto di una tragedia politica e familiare troppo grande per il cuore di una bambina. Amelia era infatti figlia di Carlo Rosselli, antifascista assassinato nel 1937.
La sua scrittura non è decorativa né musicale nel senso comune: è “una musica mentale”, come lei stessa la definiva. Un’alternanza di scarti, impennate, cesure. Ma sempre poesia, nel senso più nudo del termine. Diceva: “Io non sono pazza, sono solo più lucida degli altri”.
È difficile riassumere Amelia Rosselli in qualche riga: parlava inglese con sua madre, francese con la nonna e italiano con il mondo. Musicista, traduttrice, filosofa del suono e del dolore. La sua poesia non accarezza: scava.
“Improvvisamente” è una poesia che esplora la crisi dell’identità e il senso di disgregazione che accompagna l’esistenza di chi ha perso ogni punto fermo. È difficile leggerla senza sentirsi turbati, ma è proprio in questo turbamento che la poesia compie il suo lavoro: ci riporta al centro della nostra fragilità.
Amelia Rosselli – “Improvvisamente”
Improvvisamente cambiava il senso della mia vita,
si faceva oscura la battaglia fra le onde,
io che avevo avuto molto da fare con la memoria,
mi ritrovavo in un campo
senza orientamento, il passo incerto,
e i piedi nudi nella neve.
Pensavo: questa è la morte,
questo il vivere assoluto,
questa la condizione dell’inizio:
ma tutto era già accaduto,
ed io non me n’ero accorta.
Improvvisamente finiva la giornata,
e nessuno m’aveva detto il senso della mia
partecipazione.
Si faceva vuoto il mio cuore,
ma continuava a battere;
si faceva muto il mio pensiero,
ma continuava a gridare.
Ero sola,
ma la solitudine mi aveva lasciata
da tempo.
Ero stanca,
ma il corpo si rifiutava di dormire.
Ero morta,
ma continuavo a respirare.
Amelia Rosselli, poetessa. Unknown author. Public domain







