Martedi Ex Libris, su Rcs75 Amedeo Colella
Su RCS75, da cui nasce ZONA RCS75 (Canale 111 del Digitale Terrestre in FM 103.200/92.8 in DAB e su tutte le piattaforme digitali) ogni martedì da tre anni vi è Ex Libris, diramazione radiofonica della rubrica esistente sul quotidiano salernonews24.
E’ questo uno spazio interamente dedicato ai libri, agli autori, agli editori, ai festival letterari.
In regia, Luca Santoro.
Nella puntata di oggi, Amedeo Colella
L’autore.
Insignito a febbraio 2025, a Salerno, del Premio Aristeia 2025 I Edizione, donato ai personaggi di spicco del mondo della cultura, a cura dell’Associazione Culturale Contaminazioni, Amedeo Colella nasce a Napoli nel 1963. E’ un divulgatore della cultura partenopea in tv, sui social e a teatro. E’ stato per 25 anni ricercatore senior in un centro di ricerca informatico promosso dall’Università Federico II di Napoli. A 55 anni ha cambiato vita e ha trasformato la sua passione, lo studio della napoletanità, nel suo nuovo lavoro.
Il libro.
“Napoli due volte al dì. Pillole di filosofia partenopea per vivere tutto più a cuor leggero. (Mondadori).
“Tutto il mondo ha bisogno di Napoli” scriveva Luciano De Crescenzo e Amedeo Colella va oltre, ci propone Napoli come una buona medicina che va assunta due volte al giorno perchè “Napoli è una terapia, un farmaco, una cura contro decine di malattie. Napoli è un rimedio contro la solitudine, la depressione, le dipendenze, contro i disturbi dell’alimentazione, le sindromi bipolari e tripolari; dal ginocchio della lavandaia al gomito del tennista, dal fuoco di Sant’Antuono ai disturbi della sfera sessuale. Insomma serve a ‘nu poco a tutto. Ti chiedo di assumerla…due volte al dì”.
Inizia così un viaggio di sola andata nei modi di dire, nelle espressioni che caratterizzano la lingua napoletana, nei luoghi, nelle leggende, nelle storie tramandate di un popolo, tra i grandi del passato, tra sacro e profano, in “quella condotta, modo di fare e di pensare che rimane lo stesso da secoli: la napoletanità”
Amedeo Colella, detto ‘o professore, ci conduce a Napoli, nei vicoli e nelle regge, tra le carrozze e tra gli scugnizzi , in quel cielo colorato di panni stesi.
“Tutti volevano impadronirsi di questo angolo di paradiso, di questo pezzetto di stivale al centro del Mediterraneo. E noi abbiamo sempre accolto e mai respinto; e ci siamo impadroniti del meglio di ognuno di loro in termini di arte, storia, cultura, lingua, gastronomia. Abbiamo imparato cos’è la resilienza, la capacità di ripresa, prima che facessero piani nazionali. Sappiamo cos’è la perseveranza.”
Un libro da leggere, da gustare. E da rileggere.







