Salerno, Premio Nazionale Aristeia, buona la prima!
di Sergio Del Vecchio-
La Giuria era composta dal Presidente di giuria, Enrico Deuringer, giornalista; Antonio Bottiglieri, giornalista; Patrizia Varone, giornalista; Carlo Pecoraro, giornalista; Clotilde Baccari Cioffi, docente; Davide Speranza, giornalista.
I premiati sono stati: Franco Di Mare, alla memoria, premio ritirato dal fratello Gino Di Mare; Annalisa Angelone, giornalista RAI ; Amedeo Colella, divulgatore culturale; Lorenzo Giroffi, regista, scrittore e giornalista; Mimmo Jodice, fotografo, a ritirare il premio, la figlia, Barbara Jodice.

Ad accogliere il pubblico nel prestigioso Salone Genovesi la danza popolare de L’associazione “Ballando per le strade – Salerno” poi la parola è passata ai protagonisti della manifestazione intervistati da Claudia Izzo.

Gino Di Mare ha raccontato del fratello Franco, stimato e amato giornalista RAI prima, poi vicedirettore di RAI 1 nel 2019 e direttore di RAI 3 dal 2020, conduttore televisivo e scrittore che proprio a Salerno, nel 2018, aveva presentato il suo libro “Barnaba il mago”, intervistato da Claudia Izzo.
Gino Di Mare ha raccontato delle esperienze lavorative del fratello che lo hanno visto seguire
buona parte dei conflitti degli ultimi venti anni, dalla Bosnia al Kosovo, Somalia, Monzambico, Algeria, Albania, Etiopia, Eritrea, Ruanda, giusto per citare alcuni degli scenari di guerra vissuti e poi delle tante inchieste realizzate e servizi, della conduzione dei programmi televisivi di punta.
Attimi commoventi si sono registrati nel ricordare l’adozione da parte del giornalista di Stella, la bambina che Franco Di Mare salvò dalla guerra in Iugoslavia mentre era lì come inviato. Franco Di Mare affetto da un mesotelioma inguaribile, sviluppato a causa delle particelle di amianto respirate negli anni in cui fu inviato di guerra nei Balcani, muore il 17 maggio 2025 a 68 anni.
Annalisa Angelone, giornalista Rai dal 1995, nata nel Sannio, vulcanica e caparbia è inviata del TGR Campania ed ha lavorato anche all’estero.
Suoi i libri “Rossa lava di fuoco. Storie d’amore all’ombra del Vesuvio e della Costiera (Tullio Pironti Editore), Dina Spencer. Morte, mito e misteri (Polidoro).

Amedeo Colella, scrittore, storico ed umorista napoletano. Dopo una laurea in Economia ed un corso postlaurea in Informatica, due anni di lavoro in banca e 3 anni in un’azienda software e 23 anni al CRIAI di Portici, centro di ricerca informatica promosso dall’Università Federico II con la qualifica di ricercatore senior, cambia vita e decide di realizzare quei sogni da troppo chiusi nel cassetto.
Prova così a vivere di cultura, di scrittura, di bellezza, quella della sua amata Napoli e tra tv e spettacoli teatrali racconta la lingua, la storia, il teatro, i luoghi, la cucina, tutte le eccellenze e le curiosità del popolo napoletano.
Lorenzo Giroffi Classe 1986, nasce nella provincia di Caserta. Per lavoro vive prima a Roma, Londra, poi a Parigi e attualmente a Napoli. Inizia la sua attività giornalistica in una radio della provincia di Caserta, dove racconta i micro affari della criminalità organizzata.
Dopo un tirocinio in PeaceReporter (Emergency), decide di occuparsi di esteri, realizza video inchieste sui Balcani e sulle primavere arabe. Documenta la rivoluzione in Tunisia, in Egitto e in Siria in reportage per il The Guardian, la Rai, la Radio televisione svizzera, Mediaset, Sky.
Segue in presa diretta la guerriglia sui monti del Kurdistan, le rotte migratorie in Africa, la guerra nel Donbass e la rivoluzione burkinabé. Per Sky lavora a speciali per la rubrica mondo (Libia, Latino America e Africa) e a un’inchiesta sul made in Italy.
Per Rsi è corrispondente da Parigi nei mesi degli attentati e dello Stato d’emergenza. Ha girato brevi racconti per LA7, concentrandosi su personaggi più che su contesti larghi. Alcuni dei protagonisti e dei contesti con i quali è entrato in contatto durante la sua attività di inchiesta e di documentazione sono stati adattati per soggetti cinematografici. Ha scritto e diretto il cortometraggio di finzione “Eroi Perduti” sulla spedizione della PAI in Etiopia. Autore del romanzo “La linea della notte” edito Rizzoli e dei saggi “La seconda vita di Majorana” edito Chiarelettere “Ucraina, la guerra che non c’era” edito Baldini&Castoldi. Autore dei podcast “Cani violenti” “Mi chiamo Pietro Puzone” “Rafael, una vita speciale“. Dal 2023 Lorenzo Giroffi è nella squadra del programma televisivo Il Cavallo e la Torre, condotto da Marco Damilano e in onda dal lunedì al venerdì su Raitre, dove realizza ritratti in video di persone ai margini, lontane dai riflettori.

Mimmo Jodice, napoletano del Rione Sanità, classe ’34, si avvicina alla Fotografia come autodidatta fino a diventare uno dei più grandi nomi della fotografia italiana. Fin dagli esordi nel secondo dopoguerra si è orientato verso una ricerca sperimentale attenta al linguaggio visivo e alla relazione tra immagine, spazio e memoria. Espone con il gallerista Lucio Amelio, collabora con artisti del calibro di Andy Waehol, Sol LeWitt, Joseph
Beuys, Michelangelo Pistoletto, Jannis Kounellis, Alberto Burri. Fotografo di avanguardia aperto alle sperimentazioni da vita ad un lavoro che si rivela essere una indagine socio antropologico che narra e crea al tempo stesso.
Dal 1970 al 1994 insegna Fotografia all’Accademia di belle arti di Napoli, personali in importanti istituzioni museali quali il Philadelphia Museum of Art (1995), la Maison Européenne de la Photographie di Parigi (1998), il Museo di Capodimonte (1998), la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma (2000), il Massachusetts College of Art and Design (2001), la Moscow House of Photography (2004), il Museu de Arte de São Paulo (2004) e il MART di Rovereto (2004). Nel 2001 la Galleria d’Arte Moderna di Torino gli dedicò una vasta retrospettiva intitolata Retrospettiva 1965-2000.

“Questo premio – ha affermato Claudia Izzo, Presidente dell’ Associazione culturale Contaminazioni – affonda le sue radici in Campania, regione che viene celebrata in questa prima edizione, sapendo volgere lo sguardo al territorio nazionale per le edizioni future. Il nome stesso del premio, Aristeia, di derivazione greca, sta a significare proprio l’eccellenza, concetto che incarna l’obiettivo principale della manifestazione: rendere onore a individui che si sono distinti per abilità, talento e impegno; personaggi che attraverso il proprio operato hanno saputo dare un contributo alla società, innovando, creando, influenzando positivamente il mondo circostante”







